
Per Agostino Fasulo, il giovane di Santa Paolina accusato dell’omicidio preterintenzionale di Vittorio Zampetti, il pm ha chiesto la condanna di 6 anni e 8 mesi. Ma c’è di più: per i testi (7 persone) il pm Adriano del Bene ha chiesto il rinvio degli atti alla Procura. Secondo il magistrato queste sette persone durante l’istruttoria avrebbero dichiarato il falso. “Vorrei analizzare le dichiarazioni che riferiscono una serie di elementi. R…è presente, sta giocando a carte, non ha modo di vedere le varie fasi della lite, però un dato certo lo riferisce, una dichiarazione che conferma le minacce che vengono profferite da D’Agostino nei confronti della vittima. Un altro teste riferisce sul luogo dell’aggressione. C… notava Zampetti fermo alla balaustra e vede un altro che si scagliava contro di lui. Altra testimonianza importante – continua De Bene – è quella di una ragazza che riferisce che l’aggressione avviene all’esterno, e vede Zampetti appoggiato alla ringhiera. Ancora un altro teste presente quella sera per riprendere la figlia, riferisce che si era rivolto al gestore del locale in qualità di amministratore per far chiudere il locale. Una deposizione importante perché conferma l’esistenza di una aggressione avvenuta all’esterno. “Ho notato due ragazzi che litigavano sulle scale – il pm legge il verbale delle dichiarazioni – Mentre mia figlia era in bagno con le sue amiche. Poi vedo qualcuno che picchiava a cazzotti sul volto di Zampetti, dopo i colpi lo vedo ancora appoggiato con la spalla destra tra ingresso e muro d’entrata. Dopodiché perde i sensi e cade. L’aggressione è inequivocabile – sottolinea il pm – e i testi che dichiarano altro, è un fatto grave, perché è morta una persona. In questo processo sono state fatte delle affermazioni molto gravi – dice Del Bene – In tanti hanno visto la violenza. Zampetti è stato raggiunto al volto e alla testa da una gragnola di pugni. Era stordito e gonfio. Sulla caduta di Zampetti è importante un altro teste che dice: “mentre scendevo ho visto Vittorio cadere di schiena e batteva la testa”. Questo teste nn parla di nessuna spinta – incalza Del Bene – Zampetti è caduto perché stordito. I motivi, inoltre, non determinanti, ci fanno capire il contesto, i rapporti tra i due soggetti. Nel bagno delle donne si reca Jessica che non si sentiva bene e viene accompagnata da un’amica. Fasulo si sarebbe arrabbiato perché Zampetti cercava di entrare in quel bagno. Tutto questo ha portato all’aggressione e poi alla morte. “Molti di loro hanno fatto la sceneggiata” – così ha detto il pm in aula davanti al gup Riccardi concludendo che “quello che è accaduto nel corso dell’istruttoria di questo processo resterà agli annali del tribunale di Avellino”.