
Morra de Sanctis – I lavoratori della Bitron in una lettera lanciano l’ennesimo Sos e criticano in particolare alcuni comportamenti e lo fanno attraverso una lettera aperta indirizzata agli organi d’informazione. Raccontano all’opinione pubblica quelle che sono state le tappe più importanti della vertenza: “Riteniamo necessario portare a conoscenza di tutta l’opinione pubblica irpinia la sintomatica quanto anomala vertenza della Bitrons Sud. Il 7 aprile scorso i vertici dello stabilimento di Morra De Sanctis ha aperto la procedura di mobilità per il licenziamento di tutti i lavoratori e le lavoratrici, spostando la produzione la produzione in altri stabilimenti del gruppo, con la conseguenza della totale chiusura dell’unità irpinia. Con il sostegno del Sindacato, abbiamo messo in piedi una dura forma di lotta con 20 giorni e 20 notti davanti allo stabilimento per la salvaguardia del nostro posto di lavoro. La nostra battaglia ha portato ad un’intesa presso la Regione Campania con la quale si era istituito un tavolo tecnico per favorire il subentro di nuovi imprenditori che assicurassero il reimpiego dei lavoratori. Tutto ciò ha riposto in noi una grande fiducia per la risoluzione della vertenza ma, a distanza di oltre due mesi, registriamo che non è stato compiuto nessun passo in avanti”. Ed ecco che è approdato in Irpinia l’Ocevi Sud che da subito si è detta disposta ad investire ben 11 milioni di euro, a rilevare i 50 operai della Bitron Sud e di incrementare, in tre anni, il numero delle tute blu con 60 nuove assunzioni. “Un investimento valido – sottolineano i lavoratori – sia dal punto di vista industriale che per la salvaguardia dei livelli occupazionali essendo un prodotto che non incontra concorrenza né dai paesi dell’Est che dai paesi asiatici. Ma fino a questo momento l’imprenditore non ha ancora ricevuto alcuna risposta, in particolare dall’Asi che avrebbe dovuto individuare uno stabile per consentire l’insediamento dell’Ocevi Sud così come stabilito al tavolo tecnico di qualche settimana fa”. A questo punto le maestranze si chiedono ma è davvero possibile investire in Irpinia? I lavoratori si dicono stanchi di attendere risposte che non arrivano mai. Intanto è stato fissato per lunedì un nuovo incontro a Palazzo Caracciolo al termine del quale se non ci saranno risposte positive le tute blu preannunciano che da martedì si riterranno liberi di intraprendere qualsiasi iniziativa. Gli operai inoltre chiedono un impegno da parte dei politici locali affinchè contribuiscano a superare i vari ostacoli. (e.b.)