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Morra De Sanctis – Chiude la Bitron: operai davanti ai cancelli

Morra De Sanctis – Siamo nel 2006, ma ancora oggi ci troviamo a narrare la difficile realtà che alcuni lavoratori del sud sono costretti a vivere. Si tratta dei metalmeccanici della Bitron Sud di Morra De Sanctis. Lo stabilimento, sito nella provincia avellinese specializzato nella produzione di componentistica bianca per elettrodomestici, è stato chiuso dai vertici aziendali per trasferire l’impianto nel nord Italia. Chiudendo, l’azienda ha avviato la messa in mobilità di cinquanta lavoratori mettendo dunque in crisi cinquanta famiglie. L’azienda, come dichiarato dal segretario provinciale della Fim-Cisl Giuseppe Zaolino, non viveva un periodo di difficoltà anzi godeva di ottima salute. “Le motivazioni del trasferimento erano nell’aria da tempo. C’era la volontà dei manager della Bitron Sud di riavvicinare la struttura in Piemonte, nei pressi di Cuneo dove sorge il cuore produttivo dell’azienda”. Così il segretario, che aggiunge: “al momento, altre motivazioni da indurre alla chiusura sono difficili da trovare, eccetto quella di ridurre i costi di produzione”. Inoltre nella zona c’è un basso tasso di assenteismo, ci sono ottimi lavoratori. Altro dato da considerare, è la percentuale femminile presente nella fabbrica, la cui soglia è molto vicina al 50%. Le donne, grazie ai loro particolari contratti che prevedono particolari turnazioni, potevano essere utilizzate in modi differenti. Naturalmente i sindacati non stanno a guardare, rimangono al fianco dei lavoratori disoccupati per tutelare i loro interessi. Sempre Zaolino afferma: “I dirigenti sono liberi di andare via, ma sappiano che la struttura ed i macchinari rimarranno in Irpinia alla ricerca di nuovi imprenditori disposti ad investire in un nuovo programma industriale”. Le istituzioni locali osservano con interesse il caso Bitron Sud. I metalmeccanici dimostreranno la loro insoddisfazione per l’attuale situazione con un sit-in davanti lo stabilimento nel giorno di Pasqua. Inoltre mercoledì ci sarà un’assemblea dinanzi allo stabilimento. Interverranno tutti i neoparlamentari, i segretari provinciali di partito. Il tutto finalizzato alla ricerca di un accordo tra imprenditori e istituzioni locali. I sindacati sono convinti di poter trovare una soluzione in grado di soddisfare le esigenze dei lavoratori. (di Giovanni La Rosa)

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