Morra De Sanctis – Un giorno importante per l’azienda di Morra De Sanctis specializzata in componentistica per elettrodomestici. Domani mattina, presso la sede della Bitron Sud, terrà banco la pubblica manifestazione di protesta promossa da sindacati e lavoratori alla presenza di cittadini, sindaci altirpini, neoparlamentari, consiglieri regionali e segretari di partito per la ricerca di un accordo. Le ultime vicende relative alla ‘madre delle vertenze’ -l’azienda ha deciso di trasferire le produzioni dalla sede di Morra de Sanctis in altri stabilimenti, licenziando oltre 50 dipendenti- chiamano sindacati e lavoratori all’individuazione di un’intesa con la politica e le istituzioni. Così, dopo la messa di Pasqua celebrata all’insegna della grande partecipazione proprio davanti alla sede dello stabilimento, prosegue la civile protesta di lavoratori e lavoratrici dell’azienda. Attese, nell’assemblea in programma per le ore 10 di domani mattina, le partecipazioni della presidente della Provincia, Alberta De Simone e dell’assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele. Intanto, le segreterie Filtea e Filcem Cgil, presiedute da Franco Fiordellisi, avanzano le proprie riflessioni. “Sicuramente non rimaniamo sconvolti più di tanto in considerazione dei tantissimi licenziamenti e fallimenti di società che hanno colpito i settori di nostra competenza dal chimico conciario al tessile. Ma la vicenda assume una sua rilevanza in quanto la società Bitron ha deciso di chiudere l’opificio di Morra De Sanctis spostando le attività in Piemonte, dopo aver utilizzato vari tipi di agevolazioni e fondi per insediarsi nelle aree Asi e dell’ex art. 32”, spiega Fiordellisi. Come dire, le innumerevoli discussioni sullo sviluppo in Irpinia continuano a farsi, ma, a quanto pare, secondo l’esponente sindacale, non si vedrebbero ancora risultati concreti. Le conclusioni che le categorie traggono sono pertanto le seguenti: “Aziende che hanno fruito di allocazione e risorse finanziarie nelle aree dell’Irpinia, che siano esse nell’ambito del Distretto Conciario che nelle aree ex art. 32-Asi, non hanno negli anni dato le risposte occupazionali previste”. E, punto numero due: “Continuano a stare sul territorio, anche se con molte difficoltà le aziende indigene”. Dalla Fiom Cgil si chiede poi alle forze politiche di aprire un tavolo congiunto tra Provincia e Regione. La Federazione Impiegati Operai Mertalmeccanici domanda infine la convocazione del Consiglio provinciale e dei Consigli comunali dei paesi interessati per assumere iniziative di sostegno alla difesa dell’occupazione.
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