Morra, Capozza plaude all’incontro tra sindaci organizzato da Farina

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindaco di Morra de Sanctis, Gerardo Capozza.

“Il Sindaco di Teora ha convocato un’assemblea dei Sindaci per tentare di smuovere le cause che ogni giorno fanno regredire, irrimediabilmente la nostra bella Irpinia. Ritenendo giustissima questa iniziativa mi permetto di offrire il mio modesto contributo sui vari temi, che ormai possiamo considerarli le “piaghe” sanguinanti della nostra provincia. Certo, ciò che ha organizzato l’amico Farina l’avrebbero dovuto organizzare altre Istituzioni; sarebbe stato bello, per esempio, se tutti i nostri consiglieri regionali avessero chiesto un Consiglio Regionale ad hoc sul ” caso” , perché ormai di caso si tratta, della provincia di Avellino. Ma passiamo ai ” punti” dolenti:

1) Forestali: nonostante la provincia di Avellino ha un patrimonio boschivo enorme la Regione Campania non trasferisce i fondi necessari per il servizio antincendio e le manutenzioni necessarie nel settore idraulico-forestale. Ogni giorno siamo costretti a registrare le giuste proteste dei lavoratori che quasi pietiscono cio’ che gli spetta di diritto; speriamo che nel prossimo futuro non avremo dei disoccupati eccellenti.

2)Corsi di laurea: il direttore Generale della Asl di Avellino oltre a chiudere gli ospedali adesso ci priva anche dei corsi di laurea in fisioterapia e logopedia che sono, per i giovani della nostra provincia, importanti occasioni professionali ed occupazionali.

3)Acqua: il tema dell’acqua è una priorità, ha fatto bene il presidente di Confindustria, Basso,qualche giorno fa a lanciare un grido di allarme sul tema; basti pensare che la gran parte delle reti idriche della provincia di Avellino sono un colabrodo. I vertici dell’alto calore hanno fino a oggi giocherellato senza tener conto della gravità in cui versava la società. Credo che l’ex presidente d’Ercole, persona perbene, abbia dovuto subire pressioni politico clientelari non da poco. Comunque è importante predisporre un grande progetto di rifacimento infrastrutturale. Bene ha fatto il neopresidente de Stefano a rivolgersi al Governo, anche se credo che l’interlocutore primario resti la regione. Concordo con chi ritiene che invece di aprire conflitti con le regioni confinanti sia utile un rapporto ed un raccordo istituzionale per addivenire ad un progetto comune al fine di utilizzare al meglio anche i fondi europei che sono disponibili per tali opere.

4)Irisbus: la questione e’ quanto di più vergognoso si possa assistere in provincia di Avellino. Dimostra quanto è debole la nostra classe politica nazionale e regionale. In altri tempi per questi temi poteva anche esserci una crisi di Governo. Speriamo, come preannunciato da più parti, che nei prossimi giorni ci sia una soluzione definitva per i tanti lavoratori che ormai da anni sono appesi a una speranza che tende sempre più ad affievolirsi.

5)Tribunali: Su questo tema tanti sono stati gli interventi al fine di scongiurare la chiusura del tribunale di Sant’Angelo lombardi e quello di Ariano irpino. Tante volte i Sindaci e le altre istituzioni, comprese quelle giudiziarie, hanno rappresentato le inidonee motivazioni che supportarono tale decisione. Purtroppo ad oggi dobbiamo registrare che c’è stata una chiusura totale a una questione tanto giusta quanto preoccupante per il nostro territorio e per la sua sicurezza.

6)Scuola: Quest’anno ci saranno sempre più pluriclassi, quindi più confusione nella educazione e nell’istruzione dei nostri giovani; a livello nazionale non si è tenuto conto che difficolta’ rappresenta un territorio montano quale e’ quello della provincia di Avellino.

7)Rifiuti: Anche per i rifiuti viviamo una condizione incredibile. La nostra provincia e’la migliore in termini di raccolta differenziata in Campania e subisce incrementi costanti del costo della spazzatura; e’ dei giorni scorsi la polemica che si è aperta tra Irpiniaambiente, la societa’ provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, ed i sindaci. Ovviamente in tutto questo contesto ancora una volta c’è la negligenza della regione Campania che anziché razionalizzare Le poche risorse disponibili,pensando anche di utilizzare i privati ovviamente con strutture serie e certificate, cerca di pianificare i costi Indipendentemente dai comuni virtuosi e comuni non Virtuosi. In pratica i nostri comuni ,quelli della provincia di Avellino, che per la gran parte fanno bene la raccolta differenziata, pagano i costi dei comuni della restante parte della Regione Campania che ciò non fa, per cui oltre il danno anche la beffa.

8)Turismo: Su questo tema c’è da evidenziare subito che ci siamo persi una grossa fetta di investimenti che la regione Campania non è stata in grado di spendere o comunque di assegnare ai progetti esistenti e la commissione europea è stata costretta a commissariare l’Assessorato al turismo regionale ed affidare i fondi all’ex ministro Barca e all’ex Ministro Gnudi, i quali, avendo poco tempo a disposizione, hanno deciso di destinare questi fondi al progetto Pompei. Certo,faccio un’amara riflessione, vanno benissimo i fondi al progetto Pompei, ma c’è da dire che questi fondi erano destinati all’intera regione Campania, quindi ancora una volta, come si capisce, una ulteriore occasione mancata per lo sviluppo della nostra provincia. Avremmo potuto valorizzare i nostri borghi antichi che e’ uno dei modi per uscire dalla crisi, avremmo potuto salvaguardare l’oasi di Conza, per esempio, o più compiutamente avremmo potuto approvare definitivamente il progetto nato dal basso, dalla proposta di 45 comuni, che prevedeva anche il recupero della ferrovia Avellino Rocchetta Sant’Antonio, la promozione dei prodotti enogastronomici del nostro territorio, la creazione di due campi da golf e il rilancio di un’area che andava a coinvolgere anche le limitrofe regioni Basilicata e Puglia che avevano aderito a questo progetto. Vi era stata l’adesione di imprenditori privati e quindi nasceva una sorta di project financing che in altre aree della Campania ha funzionato, la stessa associazione dei costruttori l’ha invocata più volte; questo dimostra che l’idea progetto era formidabile al punto che i privati si erano spinti a sottoscrivere un loro impegno economico pari a circa 40 milioni di euro.

9)Aree industriali: L’industria nel cratere fu una grande intuizione in una fase storica e tragica per l’Irpinia. L’industrializzazione non fu solo una conseguenza al dramma del terremoto ma fu l’occasione per dirottare fondi che altrimenti non sarebbero mai stati destinati nonostante la posizione strategica all’interno della Campania; l’ Irpinia fu intesa centrale per le direttrici strategiche autostradali e ferroviarie per collegare il Mar Tirreno con il mare Adriatico. Non è un caso che la comunità europea ha tracciato i “famosi ” dieci corridoi paneuropei e guarda caso noi siamo pienamente dentro il corridoio otto e sfioriamo il primo corridoio; Lungo queste vie di comunicazione nel prossimo futuro saranno investiti i fondi europei per il commercio, la logistica, la cultura, l’industria. Di fronte a queste opportunità noi non possiamo soffermarci a bassi scontri cosiddetti” politici” o partitici , ma tutti insieme dobbiamo programmare lo sviluppo economico e sociale, promuovendolo con forza nella prospettiva di una fase nuova d’ industrializzazione e quindi di speranza per il nostro territorio; in sintesi abbiamo la responsabilità ,come classe dirigente, del futuro politico, economico e sociale di questa terra.

10)Ferrovia: È di qualche giorno fa l’attenzione rivolta alla nostra ferrovia da Antonello caporale sul fatto quotidiano. Egli giustamente evidenzia come non tutto si può derubricare a fatto economico; e comunque nel progetto strategico ,di cui ho parlato prima, con la collaborazione degli imprenditori, era previsto il rilancio della ferrovia Avellino Rocchetta Sant’Antonio, con l’utilizzo turistico di giorno e commerciale di notte. Infatti, guarda caso, la ferrovia costeggia tutte le aree industriali della Lucania e della provincia di Avellino. Ma anche su questo c’è stata la miopia politica da parte dei vertici della regione Campania.
11)Ospedali: È vero che la regione Campania è fra le regioni più spendaccione in sanità. Una analisi sulla spesa sanitaria, a livello nazionale, ha evidenziato infatti che la nostra e’ fra le prime regioni d’Italia in termini di costi in sanità’. Anche qui andrebbe fatta un’analisi seria sui costi; non certamente la provincia di Avellino contribuisce negativamente a tale risultato. Nonostante ciò la regione Campania ha inteso dimezzare la presenza Ospedaliera creando ulteriori disagi a tutta la popolazione irpina ed, in taluni casi, ha favorito la cosiddetta migrazione sanitaria comportando con ciò non un risparmio, ma addirittura un aumento della spesa sanitaria.
12)Giovani: il 53%dei giovani non ha lavoro in Irpinia. Basti pensare che sono circa 7000 i laureati della provincia di Avellino che sono in cerca di occupazione. Circa 32.000 sono i giovani diplomati inoccupati e addirittura 36.000 quelli con licenza media inferiore In cerca di un posto di lavoro. La regione Campania è la più povera d’Italia dove e’ occupato meno del 40% della popolazione in età di lavoro e la crescita economica e la peggiore d’Italia insieme al Molise. È’ di pochi giorni fa la rilevazione dell’ultima indagine dell’Unioncamere e del ministero del lavoro, che sono appena 435 le assunzioni, in provincia di Avellino, rispetto alle oltre 2200 previste. C’è una ulteriore riduzione di assunzione di giovani di circa il 20% rispetto all’anno scorso. Solo Agrigento, in tutta Italia, e’ prima di Avellino. Stranamente Benevento e Salerno fanno meglio di noi, ma soprattutto Napoli e Caserta. Infatti Napoli arriva ad occupare 4300 giovani sui 12.000 previsti , mentre Caserta ne occupa 1170 sui 3500 previsti.In In pratica queste due province, rispettivamente con il 35% e il 33%, doppiano la provincia di Avellino, che assume il 19% del totale delle nuove immissioni sul mercato del lavoro. Credo sia questo il dato più chiaro che dimostra come gli investimenti, quei pochi investimenti che la regione Campania fa, sono tutti concentrati su Napoli, Caserta e Salerno. Quindi nonostante la crisi economica ,che sicuramente ha le sue responsabilità, l’Irpinia continua ad essere la terra dimenticata, tanto che i giovani sono costretti nuovamente a partire in cerca di lavoro. Mentre prima si assisteva alla fuga dei cervelli, oggi si assiste anche alla fuga delle braccia. Credo che tutto questo sia una sconfitta per l’intera classe dirigente della nostra provincia.

1 3)Formazione professionale mirata: Il tema della formazione professionale mirata per i nostri giovani è sicuramente fondamentale per il prossimo futuro. Non è un caso che le assunzioni fatte a livello nazionale per i giovani fino a trent’anni sono maggiormente nel settore della comunicazione, dell’informatica delle telecomunicazioni avanzate a supporto delle imprese. Comunque vengono assunti quei giovani che hanno formazione scientifica ed alta specializzazione. Pertanto andrebbe fatto un discorso Mirato con la regione Campania , con gli imprenditori , i sindacati e le istituzioni locali, per evitare il perpretarsi dei finanziamenti a pioggia che fino ad oggi abbiamo assistito, in silenzio! Bisogna coivolgere gli istituti professionali affinché propongano una formazione professionale mirata alle esigenze delle aziende presenti sul territorio. In questo modo oltre ad evitare lo spreco dei fondi pubblici, si convogliano le risorse europee, per il tramite della regione, a favore delle scuole professionali e delle istituzioni private serie della formazione professionale che pure esistono in provincia di Avellino.

14)Fondi UE 2014/2020: Forse pochi sanno che l’Italia ha accumulato un saldo negativo di circa 30 miliardi di euro con l’ Europa Per l’incapacità di spendere. infatti L’ Italia versa circa 135 miliardi di euro ,quale contributo al bilancio dell’unione europea e ne ha avuti 105 miliardi in finanziamenti. La gran parte delle risorse non spese riguardano il mezzogiorno. Le motivazioni sono diverse, ai primi posti c’è l’incapacità di attivare le procedure adeguate in un apparato burocratizzato come nella nostra regione Campania e nelle altre regioni del sud. Altre volte addirittura i cittadini non conoscono l’esistenza delle possibilità che i fondi comunitari offrono. Certamente però, nonostante le difficoltà , che pure incidono sulla spesa dei fondi europei, c’è da evidenziare che nelle altre regioni italiane, anche nel sud Italia, come la Basilicata e la Puglia, i fondi riescono ad essere spesi. Quindi c’è un problema di mentalità , di ambiente istituzionale, c’è un problema di scarsa capacità amministrativa. Ad ogni modo L’ex Ministro Barca ,ed oggi, il Ministro Trigilia, hanno programmato le linee guida per l’utilizzo dei rimanenti fondi europei e per l’utilizzo dei fondi strutturali 2014-2020. Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha interessato anche la cassa depositi e prestiti per utilizzare nei prossimi anni i fondi europei, con uno sguardo rivolto, in maniera particolare al sud, e quindi anche al nostro territorio. È chiaro che hanno messo dei paletti invalicabili, hanno chiesto di definire una strategia selettiva, in un’ottica nazionale,con poche priorità sulle quali concentrarsi. Si possono recuperare ancora altri 6 miliardi non spesi dei fondi degli anni precedenti. Quindi è necessario un progetto strategico unico,per la provincia di Avellino, non dispersivo, se vogliamo concorrere realisticamente ad accedere a questi fondi. Lasciamo da parte i banditori, lasciamo da parte le diatribe politiche, concentriamoci tutti insieme, classe dirigente,istituzioni nazionali ,regionali e locali, industriali e forze sociali, per programmare e progettare che cosa dovrà essere nel prossimo futuro la nostra provincia. Diversamente con le direttive date corriamo il serio rischio di essere ancora una volta tagliati fuori. Dobbiamo imparare a definire strategie di collaborazione e non di conflitto, solo così possiamo incidere rapidamente per sostenere l’occupazione, in particolare quella giovanile, sostenere le nostre imprese e la nostra economia locale, che ormai sono all’ultima spiaggia.

15)Politica: perciò ritengo che la politica e i partiti si devono adoperare in un’operazione di dialogo e confronto positivo con i rappresentanti istituzionali del territorio cioè sindaci, con gli imprenditori, coinvolgendoli anche nella gestione dei servizi pubblici; oggi, in tutt’Italia, si sta portando avanti un disegno ben preciso, che responsabilizza e coinvolge i privati nella gestione della cosa pubblica; certo dobbiamo porre condizioni di sicurezza ed integrità morale altissime, per evitare problemi di altra natura, ma pensare che lo sviluppo si possa fare senza i privati e’ semplicemente un’utopia.

Ecco perché ritengo utilissima l’iniziativa dell’amico Stefano Farina, Sindaco di Teora. Insieme ad altri Sindaci da tempo riflettiamo su questi temi, spesso ci sentiamo impotenti, sentiamo le Istituzioni ed i loro rappresentanti lontani, ci limitiamo a leggere le loro dichiarazioni sulla stampa che sembrano risolvere tutto, il giorno dopo però’, quando siamo difronte alle emergenze quotidiane di ogni ordine e grado, viene uno sconforto ed una rabbia perché impossibilitati a dare una risposta, una speranza alle tante persone che si rivolgono ai noi Sindaci come ultima spiaggia perle loro aspettative. Non si può più scherzare con le sofferenze del nostro popolo che ci ha sempre seguito e rispettato, serve uno sforzo comune, tra persone di buona volontà, trasversalmente; chi invece ritiene di continuare a lottare contro i mulini a vento resti con le sue rispettabili convinzioni ma non può far parte di uno schieramento che antepone le sorti generali a quelle personali”.

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