Avellino – Giuseppe Moricola, sindaco di San Potito Ultra, consigliere provinciale del Centro Sinistra Alternativo, eletto nelle fila di Sinistra democratica, a tutto campo sulle nomine odierne dei tre assessori della Giunta Sibilia, dei nuovi scenari interni a maggioranza ed opposizione, sul ‘fatto’ e il ‘da farsi’ a Palazzo Caracciolo.
Oggi la nomina dei tre assessori, due new entry, Sirignano (Udc) e Matronimico (Pdl) e una riconferma, Gino Cusano (Pdl). In ballo settori strategici per il governo del territorio: attività produttive, fondi comunitari, lavori pubblici e pari opportunità. Una scelta che premia le competenze o semplice tenuta degli equilibri di maggioranza?
“Francamente dopo mesi di immobilismo, un tempo interminabile, siamo ancora una volta di fronte ad una scelta che punta al mantenimento dello ‘status quo’. La scelta dei tre assessori è chiaramente il frutto di rimbalzo del sommovimento interno al centrodestra seguito alle elezioni regionali. Anche il mantenimento dei due assessori (Gnerre e Del Mastro, ndr) sfiduciati da Noi Sud, lascia presumere un probabile allargamento sproporzionato della rappresentanza del Pdl in Giunta. Mi auguro che nel prossimo consiglio provinciale (3 e 4 giugno, ndr) il presidente Sibilia offra all’assise una spiegazione delle sue scelte”
…l’Udc però ha riavuto ciò che era suo e Iannaccone ha parlato di ‘ricatto al presidente Sibilia’. Chi governa a Palazzo Caracciolo, la coalizione di centrodestra o il partito di De Mita?
“Non mi appassiona molto questo argomento, anche perché siamo di fronte ad una crisi che viene presentata come conclusa, ma che in realtà porta con sé strascichi che presto riemergeranno ancora una volta a danno dei problemi dell’Irpinia. Questo centrodestra, che si era presentato come alternativo al vecchio centrosinistra, si sta dimostrando il portatore dei vizi peggiori del precedente governo provinciale”.
E’ cambiato lo scacchiere sia per la maggioranza, con il gruppo Noi Sud che si dichiara ‘battitore libero’, sia per l’opposizione, con Biazzo, Aufiero e Tangredi che svestono la casacca democratica. Chi fa le spese di questi trasformismi politicisti?
“La vera crisi è quella del Pd. Le geografie elettorali del dopo voto si stanno rapidamente modificando. Mentre la maggioranza sembra conservare un assetto numericamente tangibile, il Pd marca delle fuoriuscite consistenti. La valutazione preoccupante riguarda l’opposizione, anche se non credo che l’esodo dal gruppo Pd dei tre consiglieri, che comunque si sono gravemente disimpegnati da quello che era il mandato elettorale, sia frutto di una chiara strategia politica, piuttosto è sintomo di una crisi più generale del partito democratico che investe tutta la provincia”.
Restiamo all’opposizione. Alla luce della forte spaccatura interna al gruppo Pd, il Centro Sinistra Alternativo può giocare un ruolo da protagonista, sia nei banchi dell’ente, sia in prospettiva futura di coalizione.
“Tutto questo non fa altro che avvalorare e convalidare la scelta di costruire un centro sinistra ‘alternativo’. Avvertivamo già allora il pericolo di una caduta di tensione verticale. Il nostro intento era lanciare un segnale, una speranza al popolo del centrosinistra. E’ chiaro che oggi, con la crisi del Pd, le nostre responsabilità sono maggiori, a partire dalla capacità di stare sui problemi senza lasciarci trascinare dai giochi della vecchia politica. Per quanto riguarda il futuro è chiaro che bisogna tracciare una strada che porti anche al confronto con il Pd, ma è un percorso ancora da costruire”
Lei e il suo collega di gruppo Amalio Santoro, avete, un po’ di giorni fa, lanciato un appello a Sibilia e al Procuratore Antonio Laudati, in merito alle infiltrazioni della malavita nei lavori pubblici e, più in generale, nell’economia irpina. Qualcuno lo ha raccolto, avete avuto risposte?
“Nessuna risposta. Ma la questione la riproporremo nel prossimo consiglio provinciale. Il silenzio è sintomatico dell’estemporaneità dell’iniziativa lanciata sui giornali dell’Osservatorio Provinciale sulla Legalità. Dobbiamo dedurre che in realtà non c’è nulla di strutturato”
A fine aprile l’annuncio di un dossier – verifica su questo primo anno di amministrazione Sibilia. A che punto è e quali sono i punti salienti?
“Lo presenteremo nei prossimi giorni, all’indomani del consiglio. E’ il frutto della nostra azione politica. Il modo di procedere della maggioranza non ci soddisfa. Alcuni esempi: per ‘Irpinia Ambiente’ manca ancora un chiaro piano industriale della neonata società. E ancora le misure anticrisi e i tavoli istituzionali si sono rivelati assolutamente insoddisfacenti, un escamotage per affrontare le situazioni in modo emergenziale, senza cercare di costruire risposte a lungo termine. Per non parlare di settori come il sociale, la cultura, l’edilizia scolastica, il turismo: la percentuale dei programmi realizzati è quasi sempre al di sotto del 50% degli impegni assunti con il bilancio di previsione. Manca un’impronta aggressiva rispetto ai maggiori problemi, non c’è una politica di qualificazione del personale interno e fa ridere la storia dei tornelli. Già avevamo avuto sentore di tutto ciò in sede di discussione dei contributi programmatici. Ma ora la produttività interna all’ente è totalmente statica. Anche per quanto riguarda il Piano Territoriale, sul quale a giugno terremo un seminario con tutti gli amministratori del CSA della provincia, non è altro che una bozza molto preliminare, redatta da un comitato scientifico di tutto rispetto, ma senza alcun processo programmatico alla base. E’ chiaro come la politica degli annunci che ha contraddistinto questo primo anno di governo Sibilia, si sia celermente tramutata in politica dell’immobilismo”. (di Rossella Fierro)
