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Morì folgorata nella vasca a causa del caricabatterie: cinque verso il processo

MONTEFALCIONE- Cinque imputati verso il processo con la grave accusa di omicidio colposo, tre imprenditori cinesi e due italiani, per gli stessi, insieme ad un irpino titolare di un negozio,anche l’ accusa di frode in commercio e detenzione per la vendita o la messa in circolazione di prodotti industriali con marchi o segni distintivi mendaci. Queste le accuse della Procura di Avellino agli indagati (ora imputati) per la morte della giovane Maria Antonietta Cutillo, la sedicenne di Montefalcione morta folgorata nella vasca da bagno a causa della scarsa qualità e sicurezza del caricabatterie che non era a norma, come ricostruito dalle indagini della Procura della Repubblica di Avellino. Il magistrato che ha condotto gli accertamenti, il pm Cecilia De Angelis, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei loro confronti. A darne notizia il Tg di IrpiniaTv
LE INDAGINI
Le indagini, svolte dai militari della Compagnia di Mirabella Eclano e coordinate dalla Procura di Avellino, che si sono avvalse del contributo del Reparto tecnologie informatiche del Racis, hanno accertato, l’esistenza nella tipologia di caricabatterie utilizzata dall’adolescente di difetti di fabbricazione di uno dei componenti interni. Più precisamente il condensatore ceramico a disco di questo particolare prodotto di importazione cinese, dopo essere stato sottoposto ad accertamenti tecnici non ripetibili, avrebbe mostrato difetti riconducibili alla scarsa qualità tecnica del materiale con il quale tali dispositivi sono realizzati. da qui le accuse. A partire da quella più grave di omicidio colposo.
LE ACCUSE
I cinque imprenditori garanti della sicurezza e qualità del prodotto avrebbero importato e commercializzato il caricabatterie dotato di condensatore ceramico (CY1) non conforme alle regole dell’arte in materia di sicurezza, avrebbero omesso di ottemperare agli obblighi loro imposti in materıa di sicurezza e conformità del prodotto, determinando la morte di Maria Antonietta Cutillo, deceduta, come stabilito dall’esame autoptico “in seguito a folgorazione da contatto elettrocuzione da corrente elettrica domestica dalla trasmissione di scarica elettrica derivante dal caricabatteria , dotato di condensatore ceramico non conforme alle regole
in materia di sicurezza in quanto danneggiato a causa della scarsa qualità tecnica del materiale utilizzato. I tre importatori cinesi e i due imprenditori italiani avrebbero imposto un marchio
e un etichetta cartacea adesiva che veniva sovrapposta sull’originario marchio stampato suI caricabatterie, consegnando agli acquirenti il caricabatterie dotato di condensatore ceramico (CY1) non conforme alle regole dellarte ın materıa sicurezza , per la scarsa qualità tecnica del materiale. adoperato per la realizzazione norma, privo đi foglio di istruzioni di uso, avvertenze di sicurezza e dichiarazione di conformità CE, in violazione quanto imposto, tra gli altri, dagli art. 1, 3,
5,7 Dlvo 86\2016, da considerarsi pertanto per origine, provenicnza e qualità – diversa da quella dichiarata,.ponendo in vendita e mettendo n circolazione il citato prodotto industriale, dotato di marchiatura CE, ma
in realtà non conforme alle regole in materia di sicurezza, cosi da indurre in inganno i compratori circa l’origine, provenienza e qualità del prodotto. Fatti che i Carabinieri avevano accertato nell’agosto del 2023 a Pontedera, Capannori, Trezzano sul Naviglio con i relativi sequestri. Ora si attende la data dell’udienza preliminare, in cui i familiari della vittima si costituiranno parte civile.

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