Morano: “Ad Avellino è difficile anche individuare una coalizione di centrodestra”

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«Ad Avellino credo stia diventando difficile anche individuare una coalizione di centrodestra». Lo afferma Sabino Morano, lungo militante del centrodestra avellinese e ora nel Comitato Costituente Avellino 160 di Futuro Nazionale, il partito del generale Vannacci.

Per l’ex Lega, il passaggio in Futuro Nazionale è: «un passaggio assolutamente naturale, perché ero rientrato nella Lega al seguito del generale Vannacci, e sposando quel progetto di Lega. Progetto che è venuto meno e ha poi spinto tutto il gruppo del generale Vannacci a dare vita a questo nuovo soggetto politico, al quale era normale che io aderissi. Futuro Nazionale in questo momento sta pensando di strutturarsi, di creare una struttura di tipo orizzontale e costruire su tutto il territorio una rete di riferimenti. Immaginiamo un partito di forte radicamento, militante, con grande partecipazione, aperto a tante persone e a tante energie positive di questa città e di questa provincia. Un partito che ha come scopo principale la restituzione del primato della politica e l’affermazione della sovranità nazionale: il popolo è il suo punto centrale. Ci guardano con grande interesse molte persone stanche dell’attuale situazione italiana ed europea, indipendentemente dalla loro provenienza culturale e politica».

Sulla questione se presentare o meno i simboli di partito da parte del centrodestra alle prossime amministrative, Morano esprime la sua opinione personale: «non abbiamo ancora una posizione di partito. Da persona con lunga esperienza nel centrodestra irpino, penso che il centrodestra paghi uno scotto storico per una serie di vicende che vengono dal passato. La questione dei simboli mi ha sempre affascinato poco: il problema sono gli uomini, cioè chi si schiera e come. I simboli mi sembrano una questione molto relativa».

Con Morano, stamane, anche Lello Di Capua, organizzatore regionale di Futuro Nazionale: «Siamo la vera novità nel panorama nazionale: un partito che nasce dal generale Vannacci, come sapete, che detta le regole di una politica che parte dal basso, ma puntando molto in alto. Credo che il 2027 sarà il battesimo importante nel quale Futuro Nazionale si misurerà su tutto il territorio nazionale, e saremo in campo sicuramente. “Ci poniamo come la destra vera, la vera destra, come il generale Vannacci ama dire. Naturalmente sgombriamo subito il campo da quanti vogliono strumentalizzare la destra come una destra estremista, come una destra fatta di gente che guarda in maniera nostalgica al passato. Abbiamo le radici molto ben salde in quella che è la storia della destra italiana, ma guardando al futuro, ovviamente in maniera coerente con quello che è il percorso del centrodestra”».

Ma è una destra che può stare in questo centrodestra? «Assolutamente sì, ma non abbiamo al contempo neanche paura di stare da soli. Quindi, se non ci dovessero essere le condizioni, naturalmente auspichiamo di rimanere all’interno della coalizione. Non a caso è stata votata la fiducia al Governo Meloni, ma laddove non dovessero esserci le condizioni, lo deciderà solo il generale Vannacci: saremo in campo anche fuori dalla coalizione».