In preda all’ira, dopo una lite con uno dei rifugiati, il 50enne ha sparato sì, ma non voleva uccidere. È questa la linea difensiva seguita dall’avvocato dell’industriale Gaetano Aufiero. Se l’uomo avesse voluto uccidere il nigeriano, avrebbe potuto farlo in maniera più diretta e semplice presentandosi alla porta dell’alloggio per profughi.
Il gip, tuttavia, ha confermato l’arresto e poi convalidato la misura cautelare della detenzione in carcere.