“Per anni parlare del PUC a Montoro è stato un tabù, i progettisti incaricati sempre gli stessi, ma sta di fatto che non è stato mai adottato. È rimasto così: fermo, immobile, chiuso in un cassetto, in attesa che qualcuno trovasse la forza di assumersi la responsabilità di adottarlo. Quel coraggio lo ha avuto l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Salvatore Carratu’. Non si vantano meriti, sia chiaro, ma non accettiamo lezioni, da chi ieri, ha preferito non vedere, non parlare, non decidere. Sapevamo che questa decisione avrebbe acceso i riflettori, infervorato gli animi. Va bene così: chi governa non deve temere il confronto, ha il dovere di rasserenare il clima, ma notiamo che questa ricetta per i detrattori della minoranza consiliare non basta. Allora ci domandiamo: chi poteva intervenire perché non ha mosso nessun passo? Perché ha accettato le dimissioni di un vicesindaco? Quale interesse soggiaceva all’approvazione del PUC? Il nostro territorio ha subito trasformazioni profonde, soprattutto nel post-terremoto, che hanno compromesso equilibri e paesaggio; ora appare una locandina che racconta una storia comoda, parziale, costruita per alimentare polemiche da chi per anni ha gestito e guadagnato sulla ricostruzione. Segue la nota di una sede comunale partitica, che più o meno con la stessa logica, lascia sul tavolo tanta confusione. È bene ricordarlo con chiarezza: chi oggi si presenta come difensore dello sviluppo per bocca di Forza Italia era nella maggioranza passata, aveva un rapporto diretto privilegiato e costante con il precedente Sindaco. Quando il PUC veniva elaborato, integrato da altri consulenti appositamente coinvolti, aveva tutti gli strumenti per consigliare di modificarlo, integrarlo, migliorarlo, ma forse chi si sedeva in poltrona aveva il solo scopo di starci seduto. Nel mentre tutti sono rimasti con la testa sotto la sabbia. Hanno preferito lasciare che Montoro continuasse a vivere con due piani regolatori diversi, figli di un passato che non esiste più. A Montoro per 5 anni c’è stato solo il silenzio a definire il Piano Urbanistico Comunale, troppo intenti a organizzare eventi, concerti, andate e venute con i soliti noti che ieri stavano in piazza e oggi stanno davanti alle porte degli incontri associativi dedicati ai PUC; non sia mai qualcuno dicesse una buona parola sul PUC sono chiamati a fare “ammuina”, l’obiettivo è che del PUC se ne deve solo parlare male. Noi, abbiamo preferito fare altro, abbiamo messo le carte sul tavolo. Tutte. Nessun tabù, nessun mistero, nessuna porta chiusa. Il PUC è in pubblicazione, fino al 20 marzo chiunque può presentare osservazioni. È questo il momento della partecipazione vera. Chi parla di “sviluppo bloccato” ci dica qual è la sua idea di sviluppo. Chi denuncia “vincoli” ci spieghi quali interessi ritiene non soddisfatti. Chi critica la perequazione urbanistica ha trascurato che tale misura è prevista dalla legge regionale, non da una scelta del sindaco. Aspettiamo proposte vere, tutti hanno diritto di depositare una osservazione, compreso le forze politiche, ma sia ben inteso che queste, secondo la norma, saranno valutate insieme alle altre osservazioni. Nel frattempo, l’Ufficio Tecnico insieme agli amministratori sta già lavorando a integrazioni normative e proposte migliorative, di carattere generale, come è giusto che sia in un processo moderno e dinamico. Il Piano Urbanistico Comunale:
- protegge il territorio dal consumo di suolo;
- recupera e rigenera ciò che già esiste;
- tutela le aree agricole;
- valorizza il verde e gli spazi pubblici;
- garantisce standard adeguati tramite la perequazione urbanistica;
- recepisce le norme regionali e gli strumenti sovracomunali;
Non è un freno allo sviluppo: è la condizione per uno sviluppo serio, ordinato, sostenibile. È ciò che Montoro aspettava da anni. Siamo nella fase di adozione. Tutto è migliorabile. Il percorso verso l’approvazione è lungo, trasparente e partecipato. E anche dopo il PUC potrà essere sempre adeguato rispetto alle esigenze future del nostro tessuto economico e produttivo. Il governo del territorio non è un atto isolato: è un impegno continuo. Noi abbiamo scelto di decidere. Abbiamo scelto di prenderci cura del territorio, di dare regole uguali per tutti. Abbiamo scelto con responsabilità di adottare il PUC di far conoscere i documenti progettuali a tutti i cittadini”. Così in una nota Salvatore Antonio Carratù, Sindaco di Montoro.
