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Montoro – Minoranza solleva polemica per stemma e statuto

Salvatore Antonio Carratù, Francesco De Giovanni, Francesco Tolino chiedono la revoca della delibera di giunta con la quale è stato approvato lo stemma del Comune unito di Montoro. in una nota annunciano che ” La Giunta Comunale avrebbe dovuto limitarsi ad approvare in via provvisoria lo stemma del Comune demandando al Consiglio Comunale la successiva approvazione. Proprio perché tale adempimento viene ritenuto dalla Giunta come un atto non “meramente estetico”, l’Ente avrebbe dovuto coinvolgere esperti di storia locale, e/o avviare un concorso di idee con una selezione pubblica, sulla storia e ricerca dello stemma araldico del Comune di Montoro prima della scissione intervenuta nel 1829 o sugli stemmi dei disciolti comuni, invece di limitarsi ad utilizzare lo stemma rielaborato da parte dell’ex Comune di Montoro Inferiore. Lo stesso TUEL art. 6 comma 2 disciplina che: lo Statuto, nell’ambito dei principi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell’organizzazione dell’ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipatone delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in giudizio. Lo Statuto stabilisce, altresi’, i criteri generali in materia di organizzazione dell’ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipatone popolare, del decentramento, dell’accesso dei cittadini, alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico. In sintesi, è da dire inoltre che il Testo Unico degli Enti Locali (DLgs 18/8/2000 n. 267) impone la sola adozione dello stemma attraverso deliberazione da parte del Consiglio Comunale, il quale ne deve dare menzione nello Statuto proprio dell’Ente, non prevedendo altro passaggio burocratico se l’Ente non intende avviare l’iter relativo al riconoscimento dello stemma e del gonfalone (Servizio di Araldica Pubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio onorificenze e araldica), da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e successivo decreto del Presidente della Repubblica. Invitiamo il Presidente del Consiglio Comunale a far esercitare al Consiglio Comunale le prerogative che tale organismo deve esercitare in rappresentanza di tutte le forze presenti nell’assise evitando che la Giunta si sostituisca al Consiglio Comunale e cerchi di coinvolgere i cittadini su scelte importanti che caratterizzano la storia locale. Basta guardare l’allegato a titolo esemplificativo”. Obiezioni vengono sollevate anche in merito alla costituzione della commissione statuto.

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