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Lo psichiatra ha ricordato che il direttore del consorzio, Carmine De Blasio, “lo scorso anno aveva provveduto a dotare la struttura anche di un appartamento nel centro urbano di Solofra, che però non presentava requisiti strutturali previsti dalla legge e a cui si aggiunse il mancato ottenimento dei fondi per far decollare l’iniziativa”. Il dott. Manzi ha identificato in Casa Anna, struttura che una volta accoglieva le donne in difficoltà nella frazione di Figlioli, l’edificio idoneo alle caratteristiche richieste. “La struttura si presterebbe – ha dichiarato Manzi – ad ospitare un gruppo di assistiti del centro di salute mentale”. A segnalare Casa Anna è stato l’ufficio dei Servizi Sociali. De Blasio ha fatto sapere che il Piano di Zona ha già due centri per disabili psichici e quello solofrano “è stato attivato con un progetto del consorzio. Nella programmazione era prevista l’attuazione dell’attività del gruppo famiglia nel centro”. A bloccare il tutto però è stato un regolamento regionale che prevedeva abitazioni con doppi accessi, tre bagni e metrature funzionali ad accogliere il gruppo. De Blasio, riferendosi alla struttura “Casa Anna”, ha assicurato che verificherà se ci sono o meno le condizioni per farne un centro di accoglienza per pazienti malati di disturbi psichici.