
Montemiletto – Ascolto del territorio, centralità delle politiche della ‘montagna’ come nuovo paradigma di sviluppo, promozione dei prodotti di qualità e determinazione delle competenze. Le Comunità montane dell’Irpinia si confrontano insieme agli on. Borghi e Fioroni sul governo del territorio e sulle potenzialità dell’Irpinia, terra ‘tra sviluppo e depressione’. E’ il presidente della Comunità montana Vallo Lauro-Baianese, Franco Vittoria, che pone immediatamente la questione: “In Campania si procede alla gestione associata dei servizi relativi a Comuni superiori ai 5 mila abitanti escludendo in tal modo la maggior parte dei centri minori presenti in gran numero in Irpinia”. E’ sempre il numero uno dell’Ente sovracomunale a sollecitare gli esponenti nazionali ad una maggiore razionalizzazione delle competenze in riferimento agli Enti locali. “Un metodo fondamentale per creare un sistema e non ‘cabine di comando’ che ‘cozzano’ tra loro. In Campania non abbiamo mai avuto un assessorato agli Enti Locali che abbia fattivamente recepito le esigenze delle Comunità montane e dei piccoli Comuni. Dal centralismo nazionale siamo passati al centralismo regionale, correndo dietro un riformismo sfrenato che non tiene conto dell’esigenza di fare ‘rete’”. Questi gli spunti sui quali si è mosso l’intero dibattito tra i presidenti Nicola Di Iorio, Michele Langastro, Palerio Abate, Franco Vittoria, Giuseppe Solimine, il sindaco di Morra De Sanctis e presidente Ancitel Campania Gerardo Capozza, il segretario cittadino della Margherita Pino Rosato, Donato Cufari, presidente Uncem Regione Campania, Ettore Mocella della Confartigianato. Di diversa natura, invece, la proposta intavolata dal responsabile provinciale degli Enti Locali, Giuseppe De Mita che indica come denominatore comune della politica dei piccoli centri il seguire e ricomporre i segni sparpagliati sul territorio irpino. Due in particolare le questioni sulle quali si sofferma: la riorganizzazione delle istituzioni (fa riferimento alla legge ‘partigiana’ n. 3 del 2001) e l’avvio di una ricostruzione sperimentale di competenza degli Enti locali a sostegno delle comunità. Ma è l’on. Fioroni con un certo realismo condito di non poco sarcasmo a riproiettare nella dimensione reale i vertici delle amministrazioni locali. “Affrontiamo questo importante e delicato tema all’indomani dell’approvazione di una Finanziaria avvenuta in un contesto singolare: l’arresto per bancarotta fraudolenta di Crespi (‘inventore’ del contratto con gli italiani, ndr) nel giorno in cui il suo dante causa ha compiuto il 69esimo anno di età. Come se non bastasse la discussione sull’argomento si colloca in un dibattito nazionale che vede la maggioranza discutere di legge elettorale e l’opposizione di unione delle coppie omosessuali. Da un recente studio sullo spaccato della famiglia media italiana, che ripresenteremo il prossimo 15 novembre, è stata individuata una nuova tipologia di ‘italiano povero’ caratterizzato dal 6 per cento in Italia degli anziani che vivono nei piccoli comuni. Questa Finanziaria eliminerà le già poche agevolazioni di cui prima gli stessi godevano. Se la somma delle debolezze (i piccoli comuni), che deve portare alla forza in termini di servizi, non passa attraverso una razionalizzazione delle risorse ma attraverso il razionamento delle stesse, in conclusione non si è raggiunto alcun risultato”. (di Marianna Morante)