Montemiletto – Giuseppe De Mita: “Questa Margherita è la Dc del 2005”.

0
220

Montemiletto – La Festa Provinciale della Margherita diventa momento per tracciare il bilancio di un biennio che, nelle premesse del Congresso di Venticano, avrebbe dovuto rappresentare il rilancio del partito. Se ne è discusso questa mattina alla presenza degli on. Anzalone, Sena e De Luca, del coordinatore provinciale Domenico Covotta, del segretario cittadino Pino Rosato, della responsabile del Movimento Femminile Rosetta Casciano, del capogruppo Cittadino Enza Ambrosone, del responsabile provinciale Enti Locali Giuseppe De Mita, di Carmine De Blasio e Giovanni Colucci in vece del responsabile provinciale Movimento Giovani Pasquale D’Onofrio. ‘Il partito c’è’. E lo dimostra il vivo confronto tra l’on. Luigi Anzalone e il responsabile provinciale Enti Locali Giuseppe De Mita. La Margherita è “…momento di contaminazione feconda. Siamo in cammino attraverso il deserto – precisa Anzalone – seguendo un’idea di riformismo che sia capace di cambiare le cose”. Ma il bilancio della Margherita non è tutto rose e fiori. Senza ‘sofismi’ il professore di Filosofia arriva subito al dunque: “La situazione nella nostra provincia non va bene. Non possiamo prendercela solo con Berlusconi. A livello regionale abbiamo bisogno di una scossa forte. E’ tempo di ridare punti fermi ad un ceto politico frastornato. Dove è finito quel fondamento morale della politica a cui ci richiamano Moro, De Gasperi, Pertini… insomma i padri della nostra storia?. La Questione Meridionale è la questione morale”. E’ Giuseppe De Mita, poi, a lanciare un messaggio forte: “Questa Margherita è la Dc del 2005”. Ma lui stesso sgombra le menti da equivoci: “Il partito che abbiamo creato ha riprodotto quella pluralità di idee che caratterizzavano la vecchia Democrazia Cristiana. L’unico limite è quello di non avere un De Gasperi che ci rappresenti a livello nazionale”. E di risposta all’on. Anzalone precisa: “Non siamo ideologizzati. Il soggetto politico a cui abbiamo dato vita deve essere in grado di rompere con questa forma di materialismo imperante”. A chi chiede le garanzie degli impegni assunti 2 anni fa a Venticano (maggiore confronto, meno protagonismi e l’innalzamento del livello della competitività in termini di proposta politica) Covotta risponde: “Abbiamo saputo mantenere la linea dell’autonomia da sempre avallata da De Mita e Mancino in risposta a chi vedeva nella Margherita il partito che avrebbe dovuto traghettare gli altri verso l’unione. Il proposito, inoltre, era quello di garantire il ricambio generazionale e un maggiore radicamento sul territorio e credo che mai come in questo momento ci sia stata la viva partecipazione e attenzione dei giovani alla politica e una presenza forte del partito in provincia grazie ai numerosi circoli nati in questi anni”. E a sostegno del resoconto esposto da Covotta, l’intervento dell’on. Mario Sena. “Spero (e replica alle affermazioni di Anzalone) che la Margherita abbia attraversato il deserto. Veniamo da un decennio politico difficile. Anni duri dove parlare di partiti significava parlare del ‘male’. Ma, anche grazie all’interessamento mostrato da qualche nostro autorevole rappresentante abbiamo saputo rialzarci e dare nuova linfa a questo partito che si radica ancora oggi su quella tradizione cattolico-democratica e popolaristica che in un contesto nazionale ostico ci porta ancora a dire che il partito c’è”. (di Marianna Morante)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here