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Circa quaranta i partecipanti, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, che si sono incontrati per condividere insieme, in questi tre giorni, le attese e le aspettative del “caposquadriglia”, colui che è incaricato della gestione e del coordinamento della propria squadriglia, composta dai ragazzi più piccoli. I ragazzi hanno anche avuto modo di acquisire nuove competenze su attività manuali o di espressione, rispetto alle quali si sono poi sperimentati, in maniera pratica, nella realizzazione di un’ “impresa”: con questo termine, si intende l’ideazione e l’attuazione di un’attività da presentare al resto del gruppo.
Al campo sono state proposte quattro tipi di tecniche: animazione, giornalismo, attività manuali, modellazione dei palloncini. Questi filoni sono stati poi ripresi dai ragazzi che, con creatività e fantasia, hanno realizzato un giornale del campo, uno spettacolo per il quale sono stati utilizzati i palloncini modellati secondo diverse forme, degli oggetti realizzati con il panno lencio e dei tau francescani, in ricordo proprio del convento presso cui sono stati ospitati. Pare infatti che San Francesco, di passaggio per Montella, non avendo trovato ospitalità, trascorse una notte proprio nel bosco di Folloni. Quella notte nevicò, ma l’albero dove si era riparato il santo non fu toccato dalla neve. In quel punto, oggi, si trova l’altare del convento, la cui struttura originaria è stata edificata nel 1222.