Montella – Anche quest’anno a Montella si svolgerà la tradizionale “Sagra della Castagna”. Il 21 e il 22 ottobre la cittadina altirpina ospiterà il ‘meglio’ della produzione locale. In mostra i tipici tortelli di castagne, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate, i marrons glacés, le caldarroste, etc. Per le vie del paese saranno, inoltre, in vendita i classici prodotti del bosco e sottobosco, oltreché altri prodotti artigianali e commerciali. La due giorni sarà, poi, animata da artisti di strada e musicisti itineranti che si alterneranno nel corso della kermesse. Sarà, inoltre, possibile visitare alcune mostre. Non mancheranno stand di degustazione dei piatti della cucina tradizionale montellese come le pappardelle ai funghi porcini, carni di accompagnate da vini docg irpini. I pomeriggi saranno allietati da spettacoli di musica e varietà con la presenza di attrazioni per bambini. A Montella la castagna è di casa da così tanto tempo che non è facile collocare nel tempo il fortunato incontro. Secondo diversi autori l’introduzione in quest’area del castagno, originario dell’Asia Minore, risalirebbe ad un periodo compreso tra il VI e il V secolo a.C. Circa un millennio più tardi, all’epoca dei Longobardi (571 d.C.), sarebbe stata emanata invece la prima legge per la tutela in loco della castanicoltura, considerata già allora una preziosa risorsa. Basta pensare al valore strategico che le “ghiande di Giove”, come le chiamavano i Greci sottolineandone la prelibatezza, e in particolare la loro farina, in grado di conservarsi per molti anni, potevano rivestire negli assedi delle città e dei castelli. Più tardi, grazie alla sua molteplicità di impieghi, il castagno ha svolto un ruolo di primo piano fornendo lavoro e cibo per intere generazioni alle popolazioni rurali dei monti avellinesi. Oggi la castagna di Montella, tanto pregiata da ottenere primo ed unico caso in Italia di prodotto ortofrutticolo, il riconoscimento della Doc, sostituita nove anni dopo dall’Igp, con una produzione media annua di 7-8 mila tonnellate fornisce circa il 60% dell’intero raccolto della provincia di Avellino. Nel 2001 a fronte di 150 aziende iscritte, per una superficie di circa 540 ettari, le quantità di prodotto certificate hanno raggiunto i 1.125 quintali. Oltre la metà della produzione viene collocata sui mercati di oltreoceano e in particolare negli Usa e in Canada, dove le castagne avellinesi sono arrivate nel secolo scorso al seguito degli emigranti.