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Dalle informazioni raccolte, tuttavia, era emerso che i due teppisti erano stati spalleggiati da altri studenti che, pur non avendo materialmente aggredito il giovane, avevano fiancheggiato i due aggressori fornendogli sostegno e copertura, anche rispetto ad eventuali reazioni di giovani che avrebbero potuto difendere il minore aggredito: avevano, in pratica, favorito i due bulli nella loro aggressione, fornendo protezione ed incitamento, pronti anche ad intervenire in caso di bisogno, dando luogo a quel tristemente noto fenomeno del “branco”.
Inoltre, quando i Carabinieri, che con il loro arrivo avevano di fatto interrotto l’aggressione provocando la fuga generale degli studenti presenti, i fiancheggiatori si erano allontanati con i due aggressori nel tentativo di renderne difficoltosa l’identificazione.
Ma i militari, al termine di una meticolosa ricostruzione della dinamica dell’aggressione nonché dopo aver sentito, negli Uffici di Piazzale Pastrengo, le numerose testimonianze degli studenti presenti, spettatori inermi del “raid punitivo”, incrociando gli elementi raccolti, hanno individuato gli altri 4 fiancheggiatori, tutti minorenni e anch’essi studenti presso scuole superiori di Montella.
La loro posizione è al vaglio dei Magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, in quanto i Carabinieri li hanno indagati in stato di libertà per concorso in lesioni personali.