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Montella – Al Convento di San Francesco a Folloni… ‘Amore in versi’

Montella – Il Convento di San Francesco a Folloni di Montella e il Centro di documentazione sulla poesia del Sud hanno organizzato, in occasione di San Valentino, alle ore 9.00/12.30, la manifestazione “Amore in versi”, a cui parteciperanno numerose scuole della provincia di Avellino. Infatti, Padre Agnello Stoia, condividendo l’idea del Centro, proposta da Giuseppe Iuliano, Paolo Saggese e Gaetano Calabrese, ospita anche quest’anno, in ricordo dell’amore di Diego Cavaniglia per la sua Margherita, una giornata di incontro e confronto sull’amore, di cui saranno protagonisti i giovani del Liceo Classico di Nusco, delle Scuole superiori di Montella, e degli altri Istituti che vorranno aderire all’iniziativa. Gli stessi giovani leggeranno poesie di autori vari, componimenti e riflessioni scritti da loro stessi, realizzando un vero e proprio spettacolo dai toni suggestivi e dai significati alti, incentrati sul tema dell’amore nelle sue varie forme e significati.

Notizie su Diego Cavaniglia e Margherita Orsini
Diego Cavaniglia nasce nel 1453, terzo figlio di Giovanni Garzia I – cavaliere valenzano in Italia al seguito di Alfonso I d’Aragona – e di Giulia Caracciolo. Divenuto orfano di padre nello stesso anno di nascita, Diego viene “adottato” dal re Ferdinando I, che lo prende a Corte per farne un ufficiale di cavalleria, divenendo in breve tempo uno dei suoi alunni preferiti.
Allo stesso tempo, il giovane Cavaniglia – che le fonti del tempo descrivono di bella presenza – riscuote molto successo tra le dame di corte e presso le stesse figlie di Ferdinando I: in particolare, stretto è il legame con la primogenita Eleonora, che sarà oggetto di gelosie e pettegolezzi anche da parte del Duca Alfonso, fratello di Eleonora e futuro re di Napoli.
Divenuto adulto, il sovrano, per evitare ulteriori maldicenze e gelosie, lo fa allontanare facendolo sposare con Margherita Orsini, nel 1477, e nominandolo Conte di Montella, Bagnoli e Cassano, a 24 anni.
Trasferitosi a Montella, Diego vive a contatto diretto con i suoi possedimenti, che ama e amministra con attenzione, non facendosi mancare momenti di svago, anche grandiosi, come la battuta di caccia del 1479 – memorabile anche per le cronache del tempo – e alla quale prende parte anche il re con i suoi familiari e dignitari.
Da buon cavaliere di corte, nel 1481 Diego Cavaniglia partecipa alla campagna di liberazione di Otranto, conquistata dai Turchi. Durante uno degli ultimi attacchi viene ferito da una freccia e trasportato in una località poco distante per essere curato. Qui, invece di guarire, Cavaniglia peggiora sempre più, secondo alcune fonti avvelenato dal Duca di Calabria Alfonso, contento di liberarsi di lui per tutti i trascorsi.
Sopraggiunta la morte, il suo corpo viene trasferito a Montella e sepolto presso il convento di S. Francesco a Folloni.
Da allora, sopravvivendo a saccheggi e oblii, la storia di Diego è giunta fino a noi, rivelandosi, in ultimo, nel ritrovamento delle sue spoglie, avvenuto poco più di un anno fa.

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