Montefredane – …che la Pasqua porti consiglio. È l’auspicio che in casa Margherita, quella divisa di Montefredane, sembra risuonare come stimolo alla vigilia delle elezioni amministrative. Il classico scambio di auguri con i big del Fiorellino irpino avrebbe dovuto chiudere definitivamente la querelle all’interno del partito. Ma a volte neanche i ‘grandi’ possono. Le tre correnti Troncone-Trasente-Panza non sembrano infatti intenzionate a fare un passo indietro. Né è valso il ‘sacrificio’ del consigliere di Piazza del Popolo, Pino Freda, pronto ad immolarsi per il bene della Margherita e di Montefredane. Intanto i diretti interessati si barricano dietro eloquenti ‘no comment’: il destino del primo cittadino uscente Antonio Panza dipenderebbe dalle decisioni dell’ex numero uno Carmine Troncone il quale, relegato in panchina cinque anni fa a conclusione del secondo mandato consecutivo, è intenzionato a ripresentarsi all’elettorato da protagonista. Stessa storia per il vice sindaco Vera Trasente. La numero due di palazzo di città sembra infatti ormai stanca del ruolo di ‘spalla’. E sulla vicenda interviene il capogruppo di opposizione in quota Udeur, Antonio Troisi ‘soccorritore’ della Giunta Panza in tempi di guerra. È stato lui, insieme al suo gruppo, a garantire il numero legale all’esecutivo dopo le distanze prese dagli ex compagni della Margherita. “Mi dispiace – afferma Troisi – che nonostante ‘Insieme per Montefredane’ (il gruppo da lui capeggiato, ndr) abbia consentito a Panza di amministrare per tre anni, il sindaco non abbia preso in nessuna considerazione l’ipotesi di una lista in cui convergesse parte della Margherita e parte della mia compagine. Sarebbe stato un segno di rispetto nei confronti dei cittadini e di chi ha lavorato nell’interesse della comunità e non per obiettivi personali”. E, in tema di alleanze, sembra prendere sempre più quota l’eventualità di un’intesa tra il gruppo della Cdl e Carmine Troncone. Anche sul fronte Ds, da sempre sostenitori della lista di partito, non si escludono accordi dell’ultimora. (di Marianna Morante)