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Monteforte Irpino, interrogazioni e accesso agli atti: la minoranza scrive al Prefetto

MONTEFORTE IRPINO – Il consigliere comunale Paolo de Falco, del gruppo ScegliAMO Monteforte, ha presentato il 13 ottobre un esposto al Prefetto di Avellino contro l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Siricio, che da tempo non risponde alle interrogazioni dei consiglieri comunali e non dà seguito alle richieste di accesso agli atti.  La legge su questo punto è chiara. L’articolo 43 del Testo unico degli enti locali riconosce ai consiglieri il diritto di ottenere dagli uffici del Comune tutte le notizie e le informazioni utili all’esercizio del mandato, e obbliga sindaco e assessori a rispondere alle interrogazioni entro 30 giorni. A Monteforte questi diritti vengono sistematicamente disattesi: le interrogazioni restano senza risposta, le richieste di accesso agli atti senza riscontro, e nessuno si prende la briga di comunicare i motivi del ritardo. L’ultimo caso riguarda un’interrogazione depositata nella seduta consiliare dell’11 settembre sullo stato del Piano urbanistico comunale, adottato nel 2020 e da approvare entro il 30 giugno 2027. I 30 giorni sono trascorsi senza alcuna risposta. Ma la vicenda del PUC si aggiunge a una serie di precedenti, già 2 accessi agli atti ignorati e un’altra interrogazione del tutto inevasa.  Nell’esposto De Falco chiede al Prefetto di richiamare formalmente il sindaco e il presidente del Consiglio comunale al rispetto della legge e di esercitare la propria vigilanza affinché siano garantiti i diritti dei consiglieri e delle minoranze.
“Siamo stati costretti a scrivere al Prefetto per ottenere quello che prevede la legge – dichiarano gli esponenti di Scegliamo Monteforte – . È la misura di come viene gestito oggi il Comune di Monteforte. Un consigliere comunale che presenta un’interrogazione o chiede di vedere un atto non sta chiedendo un favore. Sta esercitando, per conto dei cittadini che lo hanno votato, il controllo su come vengono spesi i soldi pubblici e su come vengono prese le decisioni. Quando l’amministrazione pro tempore non risponde, non sta ignorando l’opposizione: sta togliendo ai cittadini il diritto di sapere.” 
“Il silenzio di questi mesi – aggiungono – non è distrazione, ma ormai un metodo. Chi governa con serenità non ha motivo di nascondere atti e informazioni; chi li nasconde, evidentemente, preferisce che certe domande non trovino risposta. Noi diciamo già oggi come lavoreremo. Ogni interrogazione avrà una risposta scritta entro i 30 giorni previsti dalla legge, senza eccezioni. Sul sito del Comune pubblicheremo un registro di interrogazioni e richieste di accesso agli atti, con la data di presentazione e quella di risposta, consultabile da chiunque. E gli atti del Comune saranno accessibili a consiglieri e cittadini nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge, senza bisogno di rivolgersi al Prefetto. La trasparenza – concludono – non si annuncia, si pratica.”

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