Monteforte – ‘Il cinema ritrovato’: premio alla carriera a Leroy

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Monteforte Irpino – Sarà assegnato domani il premio alla carriera a Philippe Leroy, nell’arco della prima rassegna cinematografica ‘Il cinema ritrovato’ targata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monteforte. Alla conferenza stampa, che si terrà domani sera, alle ore 20 presso la sala consiliare di Palazzo Loffredo, prenderanno parte: il primo cittadino Martino De Sapio, il poeta Giuseppe Albano, l’assessore Giuseppe Gallo, il regista Giambattista Assanti, il dirigente scolastico Tullio Faia, la giornalista Paola Ricciarelli. Durante l’incontro sarà proiettata una sintesi dei film del grande direttore cinematografico Philippe Leroy, il più popolare fra i divi francesi d’importazione. Uno di quegli attori che hanno condotto una vita avventurosa, fuori dagli schemi, che per la legge della complementarietà si riflette anche nelle scelte professionali. Dopo la carriera militare e la militanza politica esordisce infatti in patria nel 1960 da non professionista in un classico del filone carcerario come Il buco di Jacques Becker. Successivamente per ragioni politiche emigra sul suolo italico, e l’incontro con l’indimenticato Vittorio Caprioli lo convince del tutto a proseguire la strada della recitazione. Appassionato di sport e d’avventura, Leroy riesce a costruire di film in film una carriera vitale ed eterogenea. Si destreggia così abilmente fra successi marcatamente di genere (Sette uomini d’oro, Milano calibro 9, Ragazza tutta nuda assassinata nel parco, Qua la mano, Il tango della gelosia) d’essai (Il terrorista, e Il gatto) piuttosto scomodi (Il portiere di notte, L’occhio selvaggio, La svergognata) e di registi alle prime armi (Cous, Cous di Umberto Spinazzola). La sua notorietà è legata anche a storici sceneggiati come La vita di Leonardo da Vinci (1972) di Renato Castellani e il Sandokan (1976) di Sergio Sollima. E per la sua scrupolosa dedizione è arruolato così da tutta la crema del cinema italiano: Carlo Lizzani, Riccardo Freda, Liliana Cavani, Ferdinando Di Leo, Sergio Sollima, e Steno. Quindi tirando le somme Leroy ha interpretato in quarant’anni un centinaio di lavori, e negli ultimi tempi si è rituffato in quella fiction televisiva foriera per lui in passato di grandi soddisfazioni. Nel corso della cerimonia il poeta Giuseppe Albano reciterà alcune delle sue liriche più famose: ‘Munteforte’, ‘Barcunciello n’chiuso’, ‘ ‘A munnezza e Napule’, ‘ ‘O scippo’.

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