
«Al villaggio olimpico l’atmosfera era bellissima. L’unica un pò stronzetta era Federica Pellegrini. Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto». A dirlo è il campione di scherma Aldo Montano in una intervista rilasciata a ‘Vanity Fair’. L’azzurro, di ritorno dalle olimpiadi di Londra, ha poi commentato anche la positività all’epo di Alex Schwazer: «Non riesco a essere incazzato con lui, anche se da sportivo dovrei esserlo per primo. Mi ha fatto tenerezza, e mi è sembrato sincero. In un mondo in cui tutti si arrampicano sugli specchi e negano perfino l’evidenza, lui in conferenza stampa, davanti a 50 microfoni, si è letteralmente tirato giù le mutande e ha detto: fatemi quel che volete». Spazio poi alla vita privata. Niente nozze per Aldo Montano e Antonella Mosetti, sua compagna da 6 anni. È vero che si sposa? «No. La verità è che sposarmi non mi interessa: non ho grande considerazione per il matrimonio e neanche penso sia garanzia di durata di un rapporto. È solo un contratto che già l’indomani puoi sciogliere. Preferisco convivere nel peccato, grazie». Montano non nega di essere religioso: «Sì lo sono ma non tutti i precetti della chiesa hanno senso oggi. Se in passato ho pensato di sposarmi, comunque, è solo per i figli, come forma di tutela». Il campione di scherma però non nega la volontà di diventare padre: «Sicuramente. Vengo da una famiglia tradizionale: il pranzo domenicale tutti insieme, le vacanze anche. Mi è piaciuto molto vivere così, ed è un modello che vorrei replicare. Tra l’altro sono bravo con i bambini: io sarei pronto». La voglia di avere un figlio viene confermata anche da Antonella Mosetti: «Io e Aldo ci abbiamo già provato ad avere un figlio. È successo quattro anni fa, sono rimasta incinta ma ho perso il bambino al quarto mese. Non mi era mai successo prima di avere un aborto, ho pianto per mesi. Quando hai già visto le manine di tuo figlio, sentito il suo battito, non ti rassegni al fatto che non ci sia più. Questa cosa mi ha bloccata. Oggi mi chiedo: e se succedesse di nuovo? Non so se lo potrei sopportare».