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Montaguto – PdZ A/1: l’infanzia è protagonista

Montaguto – Nell’ambito delle iniziative in favore dell’infanzia parte, in via sperimentale, il Centro Prima Infanzia “Memo e i suoi amici” per i bambini di età compresa tra i 18 ed i 36 mesi. Il centro, finalizzato alla realizzazione di uno “spazio bambini” per l’accoglienza, l’educazione e la cura della prima infanzia, funzionerà il sabato dalle ore 16.00 alle 18.00. Riparte anche il servizio di Ludoteca per i bambini più grandi (6 – 12 anni); la ludoteca “Biancaneve e i sette nani” offrirà ai minori partecipanti la possibilità di soddisfare il bisogni di gioco, relazione, movimento, sicurezza e di conoscenza. Infatti, i bambini e i nonni del locale Centro sociale polivalente, collaboreranno per produrre i lavoretti nello spazio dei laboratori artistico – manipolativi attivati nell’ambito del Progetto “Senza età: imparando con le vecchie arti e gli antichi mestieri”, fortemente sostenuto dal Piano sociale di zona e dalle singole Amministrazioni comunali, che è teso proprio a favorire l’incontro tra anziani e bambini per consentire la trasmissione di antiche tradizioni legate all’artigianato locale valorizzandole tra le nuove generazioni.
L’inizio delle attività è previsto per sabato 4 aprile; le iscrizioni per accedere ai servizi, possono essere presentate presso gli uffici dell’Antenna Sociale di Ariano Irpino o direttamente presso il Comune di Montaguto. “I servizi Centri prima infanzia e di ludoteca hanno l’obiettivo – dichiara Barbara Garofano, referente dei servizi per l’Antenna sociale di Ariano Irpino – di educare al gioco e favorire la socializzazione dei minori conciliando, nel contempo, i tempi di vita e di lavoro delle famiglie. Il lavoro realizzato negli altri Comuni, ha evidenziato che il crescente bisogno di servizi per la prima infanzia è chiaramente collegato, anche nel nostro territorio, alle necessità delle giovani coppie di ridefinire ruoli e funzioni della famiglia alla luce della nascita di un figlio, e di trovare spazi, interventi e servizi adeguati alle esigenze di conciliazione di una vita di coppia e lavorativa che possa supportare il lavoro educativo”.
Da quanto messo in evidenza dalla Sociologa la richiesta di nidi e servizi integrativi è in forte aumento nel nostro territorio, soprattutto da parte delle giovani coppie prive di sostegno parentali, o anche in difficoltà economica.

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