Montaguto – Dopo la grande ‘conquista’ della riapertura della Ferrovia, i riflettori della svolta della frana di Montaguto sono tutti puntati sulla viabilità.
Tutti sono concordi nel ribadire che “l’emergenza deve durare il meno possibile”. “Ma non si concluderà – sostiene Angelo Pepe, coordinatore dei cantieri della Protezione Civile – prima di aver sistemato i tre step che ci siamo prefissati”.
Dopo l’incontro a Napoli tra Anas e Protezione Civile sembra sia stato definito il progetto della viabilità provvisoria anche se ora occorrerà definire i tempi di realizzazione. “Occorre creare le maggiori condizioni di sicurezza possibili – ha spiegato Pepe – Con i treni siamo in presenza di un traffico cadenzato e limitato, mentre quello veicolare sarà di gran lunga più rilevante e consistente. Basti pensare a quanti autoarticolati transiteranno sulla bretella”.
L’intento degli addetti ai lavori è chiaro: la bretella, una volta aperta, non dovrà più essere richiusa. Per questo nella predisposizione degli interventi è necessario agire con ponderazione, mettendo in campo quanto necessario per rispondere in maniera adeguata alle esigenze di sicurezza. “La viabilità – ha spiegato Pepe – è un discorso complesso, occorre riaprire ma bisogna farlo nelle massime condizioni di sicurezza, per evitare di dover richiudere la bretella”.
Per quanto riguarda, invece, la situazione frana è fuor di dubbio che sarà necessario ancora convivere con un mostro in continuo movimento. “Occorre avere obiettivi precisi tenendo conto anche dei disagi economici del territorio. La frana è lì, dove l’abbiamo trovata. Ha rallentato un po’ negli ultimi tempi, ma si muove ancora”.
Resta il fatto che la situazione sembra migliorare di giorno in giorno: sul versante Montaguto, il movimento della terra si fa sempre meno intenso e la strada è quasi completamente libera. Adesso, bisogna ‘sfruttare’ il bel tempo e andare avanti per consentire il transito, seppur sempre provvisorio: “Ma non è detto che in estate la frana non cammini – avverte Pepe -. Lo scorso anno iniziò a muoversi proprio di questi tempi. Noi stiamo rallentando il mostro ma, sia chiaro, non si potrà mai fermare”.
Dunque, il problema è arginato anche se ancora sussiste. Per quanto riguarda poi la viabilità definitiva, l’ingegnere della Pc ha spiegato che “sarà necessario capire come reagirà il ‘mostro’ ai nostri interventi. E poi si dovrà valutare se effettivamente serviranno nuove infrastrutture o se quelle esistenti potranno continuare a funzionare”.