Monitoraggio Valle del Sabato, Fierro:”Necessarie opere di bonifica”

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Provincia – Il piano di monitoraggio ambientale della Valle del Sabato, commissionato dall’Ente Provincia all’Arpac a seguito dei fatti della Irm, si presenta all’opinione pubblica con i risultati del 2007 (seconda fase) presso la sala Grasso di Palazzo Caracciolo. Il fine, quello di rilevare eventuali sovrapposizioni o differenze di dati sull’inquinamento della zona rispetto alla precedente rilevazione (2005). Al tavolo l’assessore all’Ambiente Bruno Fierro, il direttore Arpac Cosimo Barbato, il vice presidente della Provincia e assessore al Bilancio, Giovanni Colucci, i consiglieri provinciali Franco Mazza (SD), Domenico Ranaudo (Pdci) e Pasquale De Fabrizio (Verdi). Una illustrazione dettagliata, venuta fuori in anteprima a seguito degli ultimi episodi consiliari che con le interrogazioni dei consiglieri Mazza e Ranaudo hanno posto all’attenzione dell’assise provinciale l’andamento delle due indagini: quella dell’Arpac sulle condizioni ambientali della Valle del Sabato, e quella incrociata della Asl Avellino 2, in qualità di primo rapporto preliminare relativo invece ai dati di mortalità per neoplasie. Delle due solo la prima è stata ufficialmente diffusa, mentre la seconda, seppur giunta in mattinata in via ufficiale all’assessorato provinciale all’Ambiente, si valuterà se divulgarla in un secondo momento, essendo per ora disponibile solo la fase statistica. La lettura esaustiva dell’indagine epidemiologica, da incrociare poi con quella ambientale dell’Arpac per evidenziare eventuali correlazioni ambiente/mortalità tumorali, sarà possibile non appena verrà completata la seconda parte del rilevamento Asl Av2/II Università di Napoli, quella di tipo qualitativo che coinvolgerà i principali interlocutori, ossia i medici di base, custodi delle informazioni più singolari e dettagliate dei casi presi in esame. Solo allora si potranno tirare realmente le somme di un eventuale rapporto, quello tra inquinamento industriale e civile/mortalità per tumori in una specifica area, cercando di capirne le correlazioni. Per il momento la questione rasenta il filo del realismo-allarmismo. Dal momento che i dati dell’inquinamento nella zona presa in esame (quelli Asl sono stati solo parzialmente citati dall’assessore Fierro), già di per sé spingono gli amministratori a ritenere che “è necessario concentrarsi su progetti di bonifica e alleggerimento industriale per tutelare la salute pubblica”. Ma l’intento non è quello di creare ‘panico’ tra la gente. “Si è creata confusione – spiega l’assessore -. In realtà noi siamo partiti da un dato: verificare lo scostamento rispetto alla stessa analisi fatta subito dopo l’incendio della Irm. A tale riguardo, le indagini Arpac del 2007 confermano dati sovrapponibili a quelli del 2005 nella maggior parte dei casi. E si evidenziano anche aumenti, in altri casi, di determinati fattori di inquinamento molto al di là dei limiti consentiti, e dunque pericolosi per la salute della gente”. Ancora: “Quelli non sovrapponibili, rasentano i limiti della legge”. Fierro sottolinea a riguardo “il ruolo attivo” della Provincia che ha commissionato lo studio all’Arpac a seguito dei fatti della Irm “per la tutela della salute pubblica”. Poiché i dati del 2005 attestavano che la situazione dal punto di vista ambientale “era già allarmante”, alla Asl Av2 insieme alla II Università di Napoli, è stato chiesto di realizzare nel 2006 un’indagine che potesse rispondere all’interrogativo a monte. “I dati Arpac 1 e 2 sono questi – spiega Fierro –; nel rapporto semestrale informale della Asl Av2, oggi arrivato in veste formale, di cui ho già letto alcune righe che ora rileggo, si deduce che alcune neoplasie sono in aumento, come nel caso di Avellino, Altavilla, Pratola; certo devono essere ancora studiate eventuali correlazioni che verranno fuori con i medici di base; ma questo ci basta”. Il dato per Fierro è ‘concreto’: “C’è una lucettina rossa che si accende e si spegne a rapida intermittenza e che chiede di mettere in campo le soluzioni”. Soluzioni che l’assessore elenca: “Operazioni di bonifica ad ampio raggio per risanare le aree inquinate; diminuzione del carico inquinante con controllo più puntuale delle emissioni delle fonti di inquinamento. Anche se i valori restano al limite del consentito, nel complesso danneggiano. Non si può certo pensare di eliminare le industrie, ma solo di indurle a rispettare di più le leggi sull’inquinamento”. Di qui l’invito a riunire sindaci, industriali, Asi, Asl, Arpac a un tavolo che possa poi dettare una strategia di intervento comune. Fierro ci tiene anche a precisare: “Non è un attacco all’ipotesi Foglia; se il sistema delle imprese ritiene necessario per un suo buon funzionamento la costruzione dell’impianto ha il diritto-dovere di proporlo; ma si deve anche verificare se il progetto rispetta le norme in materia”. Infine, tornando alle recenti querelle: “I cittadini hanno il diritto di essere informati senza allarmismi. Ma sono necessarie risposte”. Per il consigliere Mazza “il metodo va utilizzato anche in altre zone della provincia dove c’è preoccupazione”.

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