Da Belo Horizonte (Brasile), Pasquale Manganiello
Lacrime di commozione durante l’inno, pianti di gioia ed entusiasmo alle stelle dopo l’ultimo rigore sbagliato dai cileni. In mezzo preghiere, tensione, sospiri di sollievo, espressioni tremebonde in occhi luccicanti. Vittoria del Brasile doveva essere e vittoria del Brasile e’ stata, sabato scorso al Mineirão contro un Cile forte, orgoglioso e sfortunato. Una partita di calcio dominata dall’emotivita’, soprattutto sugli spalti. I brasiliani sentono questo Mondiale come proprio di diritto, come se la sola assegnazione fosse stata un dono dall’alto in attesa dei festeggiamenti finali. Quello che abbiamo visto in campo, nonostante il passaggio del turno, non fa presagire marce trionfali. La vera partita, dicevamo, si e’ giocata sugli spalti con la speranza e la sofferenza dipinte sui volti dei verdeoro. L’esplosione di gioia al goal di David Luiz e’ stata percepita come l’inizio di un pomeriggio di festa. Dopo il goal di Sanchez qualcosa e’ cambiato ed i supporters hanno capito quanto l’eliminazione fosse una concreta possibilita’. Il penalty finale fallito da Gonzalo Jara ha restituito il sorriso al popolo verdeoro di Belo Horizonte che si e’ riversato nel centro della citta’ per festeggiare il passaggio del turno. Abbiamo chiesto alla giornalista e conduttrice tv di un programma di culto di Rede Minas, Roberta Zampetti, com’e’ l’atmosfera nei giorni che precedono la partita contro la Colombia e quali sono le sue impressioni sull’organizzazione e l’evoluzione della Coppa del Mondo fino ad ora: “Nella partita contro il Cile e’ accaduto qualcosa che non mi sarei mai aspettata: i nostri tifosi hanno fischiato l’inno del Cile e, considerando quanto i brasiliani tengano al loro inno nazionale, la considero un’azione spregevole e di basso profilo. Una mancanza di rispetto che spero non si ripeta mai piu’. Una seconda considerazione riguarda i pianti finali dei calciatori brasiliani in campo che denotano una instabilita’ emozionale che cozza contro l’ottimismo dei tifosi per la prossima gara contro la Colombia. Crea certamente un po’ di disagio vedere la squadra cosi’ insicura, nel calcio troppa tensione risulta nociva.
Per quanto riguarda l’organizzazione– continua Roberta Zampetti – direi che finora e’ stata assolutamente solida. Dicevano che sarebbe stata la Coppa del Mondo del caos ed invece al momento non c’e’ stato nessun problema di sicurezza e, secondo una ricerca realizzata da un ente brasiliano, i turisti hanno apprezzato il cibo, l’ospitalita’, i servizi e tutto quanto concerne l’evoluzione di questa Coppa del Mondo in Brasile”. L’inno cantato da 50000 tifosi della squadra che ospita il Mondiale fa venire i brividi anche a chi ha nel cuore altri colori; e considerando la pessima figura fatta dall’Italia in questa Coppa del Mondo, aver partecipato ad una condivisione di emozioni e di patriottismo di cosi’ alto spessore, lenisce la delusione ed il “disonore” per la magra figura della nostra nazionale ed in qualche modo ti consola con il pensiero che, in fondo, “tu c’eri”.
