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Mobilità, Iandolo (APP) scrive alla Commissaria: “Questione minima di diritti: paline, fermate, informazioni chiare”

Francesco Iandolo, di APP – Avellino Prende Parte, ha inviato una lettera aperta alla Commissaria prefettizia per richiamare l’attenzione sullo stato della mobilità ad Avellino, definita “una emergenza strutturale”. Al centro della missiva non ci sono solo le grandi opere o i nodi infrastrutturali storici, ma una questione definita “minima”: la revisione delle fermate e la messa in funzione delle paline del trasporto pubblico locale.

«La mobilità sostenibile – scrive Iandolo – non è uno slogan, ma la possibilità concreta, semplice e dignitosa di utilizzare il trasporto pubblico. Oggi, ad Avellino, anche prendere un autobus può diventare un’impresa».

Nella lettera aperta, Iandolo chiede, tra le altre cose, alla Commissaria un intervento urgente di concerto tra comune e azienda di trasporti per attivare le paline smart già installate, predisporre una segnaletica uniforme, chiara e aggiornata delle fermate con indicazione di linee e orari, e avviare una revisione puntuale delle fermate effettivamente attive, eliminando ogni riferimento a fermate non più in uso. Particolare attenzione viene posta alla presenza della metropolitana leggera che, pur insistendo sugli stessi tracciati di alcune linee, prevede fermate segnalate ma non effettuate, creando disagi evidenti anche quando distano pochi metri da quelle realmente servite.

«Prima delle grandi opere – conclude Iandolo – serve restituire dignità all’ordinario. La mobilità sostenibile comincia dal sapere dove passa un autobus e quando. Avellino non può più permettersi di rimandare».

IL TESTO DELLA LETTERA

Gentile Commissaria,
come avrà certamente potuto constatare nei mesi di permanenza ad Avellino, il tema dei trasporti e della mobilità sostenibile rappresenta oggi un’emergenza strutturale per la città. La stazione ferroviaria, già oggetto di una partecipata petizione, attende da anni il ripristino di collegamenti commerciali efficienti, veloci e realmente competitivi rispetto all’uso del
mezzo privato, oltre che integrati con altri sistemi di trasporto. La rete stradale vive difficoltà croniche: dalla manutenzione delle strade comunali ai lavori interminabili dei raccordi verso Salerno e l’A16. Persino interventi minimi, come la realizzazione di una rotatoria che renda lo svincolo Avellino Est degno di questo nome, restano da decenni oggetto di annunci senza riscontri concreti. A ciò si aggiunge la mancata trasformazione del raccordo in A2 Dir fino ad Avellino Est, intervento che alleggerirebbe in modo significativo il tessuto viario urbano e dell’hinterland anche a servizio del TPL verso l’Università e non solo. Tuttavia, pur essendo questi temi centrali nel dibattito pubblico, non esauriscono il problema. Esistono infatti criticità più elementari, ma non per questo meno gravi, che incidono direttamente sul riconoscimento di diritti costituzionalmente garantiti e che non possono più essere rinviate. Ad Avellino, anche prendere un autobus può diventare un’impresa. Il trasporto pubblico su gomma, che rappresenta di fatto l’unico sistema di mobilità collettiva sviluppato in città e in provincia, sconta un’arretratezza infrastrutturale non più tollerabile, tanto da risultare realmente fruibile solo da chi già conosce fermate e orari. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di fermate errate o ambigue: paline nuove o datate che indicano fermate non effettivamente servite dagli autisti, lasciando i passeggeri letteralmente “a terra”. I totem digitali informativi, laddove accesi e funzionanti, mostrano solo una parte delle linee esistenti, generando ulteriore confusione. Io stesso, che non sono un pendolare, ma sempre più spesso uso il mezzo pubblico, sono rimasto vittima della fermata inesistente senza poter salire sull’autobus perché gli autisti, procedendo la corsa, hanno segnalato l’impossibilità a fermarsi. La situazione degli stazionamenti è altrettanto critica. Al netto dell’autostazione AIR, il quadro è oggettivamente imbarazzante. Le linee che fermano “ad Est”, in zona Borgo Ferrovia, utilizzano un piazzale privo di servizi igienici, senza pensiline e distante dall’attuale e futuro interscambio ferroviario e con le fermate del TPL urbano. Le linee non AIR sostano in un’area che, sebbene recentemente messa minimamente in sicurezza, presenta analoghe carenze ed è utile solo a intercettare una porzione limitata del trasporto urbano. Per favorire scambi, coincidenze e servizi, sarebbe auspicabile individuare, almeno per queste ultime, un’area di stazionamento e parcheggio in prossimità dell’autostazione, prevedendo il carico e scarico dei passeggeri all’interno della stessa, in accordo con l’azienda, o nelle immediate adiacenze, così da consentire la condivisione dei servizi e facilitare l’utenza. Appare inoltre urgente richiamare la società titolare del servizio di TPL affinché vengano finalmente attivate le paline smart già installate e, contestualmente, venga predisposta una segnaletica chiara e uniforme delle fermate, con indicazione di orari e linee servite, sia dove le paline smart sono presenti, sia dove risultano del tutto assenti. A ciò deve affiancarsi una revisione puntuale, da parte dell’amministrazione comunale, dell’elenco delle fermate effettivamente attive, rimuovendo ogni segnalazione riferita a fermate non più in uso, anche in conseguenza della presenza della metropolitana leggera che, pur insistendo sugli stessi percorsi di alcune linee, prevede fermate segnalate ma non effettuate che se pure distano 10 metri da quelle attive, nei fatti lasciano letteralmente la gente a piedi. La mobilità sostenibile passa anche — e soprattutto — dalla possibilità concreta, semplice e dignitosa di utilizzare il trasporto pubblico. Avellino non può più permettersi di rimandare.

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