Miss Cina? Occhio ai capezzoli

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E mentre al concorso di Miss Italia le candidate non possono più esibire l’ombelico, ma, da nuovo regolamento (finalizzato a considerare le ragazze non bistecche in vetrina ma persone) gareggiano inguainate in costume intero, dalla Cina invece arriva un’inquietante notizia: le partecipanti, oltre ad essere avvenenti e comunicative, devono avere i capezzoli distanziati di 20 centimetri. Un criterio assurdo, in considerazione anche della duttilità e mobilità della materia trattata, che non è fatta per restare immobile come una pietra ma per muoversi elasticamente insieme a tutto il corpo, a meno di non voler ingessare la parte.
Perciò, che siano 19 cm o 21, che differenza farebbe? Basta che non ci passi in mezzo un’autostrada; l’anatomia di ciascuno ha una sua personalità e non è del tutto omologabile. Ma fanno sul serio!? Sembra di sì. Ma i cinesi sono abituati ai tarocchi, sono abilissimi e precisi copiatori, forse è questo che li frega e li fa essere così rigidi anche nei canoni di bellezza femminile.
Inutile dire che le proteste si sono levate in coro specialmente sul web, non tanto per la non conformità delle misure di alcune aspiranti, quanto per il fatto che, imponendo dimensioni precise al centimetro, si ha l’impressione che le ragazze siano prodotti di consumo, non persone, e per giunta prodotti di serie… tipici del’industria cinese.
(libero.it)

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