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IL PROGRAMMA
Opening ore 11.00 – Caffè di Benvenuto (Incas Caffè). La ditta “Incas Caffè”, su richiesta del coordinamento organizzativo, sarà lieta di offrire il caffè alla piazza e di esporre al pubblico un’antica macchina del caffè…
Ore 12.00 – ‘Dual Strings’: pianoforte (Maria Di Franco), mandolino (Salvatore Della Vecchia). Un repertorio incentrato tutto sulla classica che guarda al popolare, ma con fare colto . Molto coinvolgente e bello da vedere questo duo pieno di passione e di grande maturità espressiva. Una scelta pensata e di gusto per un’originale apertura della rassegna musicale.
Ore 13.00 – Trio Musiké: pianoforte (Mariavaleria Giantesani), voce (Roberta Serrati), sax (Gregorio Cocciarficco). Ancora un duo il cui repertorio attinge a piene mani dalla musica classica: da Debussy, passando per Gershwin…si arriva, perché no, anche a Puccini, con un pezzo tratto dalla più autentica tradizione dell’opera lirica che, si sa, non guasta mai!
Ore 15.00 – Scacchi Polacchi: organo e fisarmonica (Enzo Cassero), piano (Fabrizio Pascucci), batteria (Franco Ciani), chitarra e armonica (Alberto Fallarino), basso e voce (Alberto Bocchino). Il gruppo nasce a Benevento nel 1993 dall’idea di ripercorrere le tappe fondamentali della musica rock degli anni 60-70, reinterpretando così quell’evoluzione, propria del genere, ma appartenente alla storia stessa dei cinque musicisti.
Ore 16.00 – Airglov: voce solista (Vincenzo Napolitano), chitarra solista (Gianni Raucci), chitarra solista e tastiere (Enrico Raucci), basso (Raffaele Fevola), batteria (Crescenzo Raucci) Genere: Rock psichedelico.
Ore 17.00 – Fiori Urlanti: pianoforte, sinth e organo (Emiliano Guarino), basso e voce (Michelino Luigi Gaeta), chitarra elettrica, violino e cori (Francesco Venga), batteria (Raffaele La Sala). Ciò che meglio rappresenta i Fiori Urlanti è l’esibizione live, dove offrono uno spettacolo nella più pura tradizione rock: una vera miscela esplosiva! Volontà della band è coinvolgere tutti, attraverso il linguaggio universale della musica, resa così unica e peculiare dalle proprie sonorità.
Ore 18.30 – Gocce di Blues: violoncello e percussioni (Catello Tucci), batteria (Alessandro De Vitti), chitarra e voce (Gerardo Attanasio), chitarra e basso (Roberto Silvestri), voce (Annalisa Giordano). La guida per questa sorta di “experience jam” più che band, è affidata al violoncello di Catello Tucci, un talento indiscusso, una “voce fuori dal coro”. Se il violoncello avesse un’anima, beh, allora sembrerebbe aver trovato in Tucci il suo “strumento” …
Ore 19.30 – Ramìs Trio: mandolino (Renato Colantuoni), chitarre (Francesco Brusco), percussioni (Tony Padula). Il Ramìs Trio nasce nel 2005 dall’unione di tre musicisti che dopo anni di ricerche e attività nel campo della musica folkloristica decidono di dirigere il loro percorso verso una nuova esperienza, quella della musica popolare dell’America Latina. Il repertorio presentato va a toccare tutte le latitudini del mondo musicale centro e sud americano, partendo da un omaggio agli Inti Illimani fino al son cubano, passando per la musica popolare andina e venezuelana.
Ore 20.30 – Folk Strings: chitarra e voce (Michele De Caro), voce, chitarra e armonica (Lucia Carpentieri). Il duo acustico, formatosi nel 2003, riprende dal folk americano-inglese, soprattutto quello tra gli anni 60-70. Dalle canzoni di protesta di Bob Dylan alle ballate di Neil Young, Cat Stevens, los Lobos e molti altri cantautori contemporanei che mantengono lo stesso sound folk di quei tempi: Les sampou, Lyle Lovett, per citarne solo alcuni. Uno spettacolo di poesia e musica, dove la bella melodia, gli arpeggi, l’assolo fanno da cornice alle parole, protagoniste assolute, in quanto portatrici di rivelazioni, sogni e verità nascoste.
Ore 21.30 – Marco Zurzolo Band: sax contralto (Marco Zurzolo), pianoforte (Enzo Danise), trombone (Alessandro Tedesco), basso (Davide Costagliola), batteria (Alberto D’Anna). Musicista ispirato, artista virtuoso, temperamento del genio, popolare abbastanza per suonare ancora nei locali di Napoli e continuare ad essere una leggenda metropolitana anche oltreoceano. La sua musica è capace di conciliare opposti per altri inconciliabili, di travalicare i confini del ragionevole dubbio sul vivere d’arte, abbracciando la più onesta e viscerale filosofia dell’arte di vivere: la passione è come un vizio a cui non si può né si vuole rinunciare ed è questa passione che il pubblico di Marco Zurzolo sente e da cui si lascia travolgere come un fiume in piena, inarrestabile nella sua potenza espressiva.