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Mirabella – 7 anni dalla strage sulla A16: la Cgil vuole ricordare

Mirabella – Sette anni fa, il 31 agosto 2002, in un’area di sosta della A16 all’altezza di Mirabella Eclano, da un tir proveniente da Igoumenitsa in Grecia, dei camionisti sentono dei colpi provenire dall’interno. Aprono il cassone del camion e la scena che si presenta ai loro occhi non è solo raccapricciante: è molto di più. La tragedia si è consumata. Nove corpi all’interno ma solo per quattro di loro c’è salvezza e la vita potrà continuare. Per cinque di loro non c’è più niente da fare.
Due spirano fra le braccia dei soccorritori e di una pattuglia della polizia stradale, gli altri tre erano già morti da qualche ora.
Morti in condizioni terribili senza cibo, senza acqua e soprattutto uccisi dal caldo, in quei giorni insopportabile e dalla mancanza d’aria. Una morte tremenda con un’agonia durata ore. Erano tutti giovani dai venti ai venticinque anni, curdi iracheni, e tutti con la stessa speranza di fuggire dalla miseria, dal dolore, dalla guerra. Invece sono corsi dritti in faccia alla morte in una nazione civile, una potenza da G8 che proprio in questi giorni ha inasprito le leggi rendendo reato l’immigrazione clandestina, “… scavando un solco ancora più profondo fra coloro che alzano le braccia in segno d’aiuto e chi le braccia le usa per alzare steccati sempre più alti e invalicabili. Cinque giovani vite spezzate alla ricerca di un lavoro sempre più umile forse in Germania o in Inghilterra non lo sapremo mai, lavori che nessuno di noi immagina di non fare mai né per se e tanto meno per i figli”.
Dopo la strage, il comune di Mirabella Eclano pensò di situare nell’area di sosta un simbolo, una stele a ricordo di quei cinque ragazzi curdi e dopo il rifiuto della società Autostrade spa, la scultura fu collocata all’esterno della recinzione che delimita il parcheggio dell’Autogrill. Oggi a stento è visibile, immerso com’è dalle sterpaglie dai rifiuti e dall’indifferenza.
La Cgil di zona, coordinata da Giovanni Villani ha indetto per il 31 agosto, anniversario della tragedia, una giornata dedicata alla memoria di questo grave evento e per sottolineare tutto ciò, con gli attivisti della Cgil e tutti i cittadini e le associazioni che vorranno partecipare, si procederà alla pulizia del sito e “… alla restituzione di un briciolo di dignità non ai giovani curdi che hanno scontato la dignità con la vita, ma a chi gestisce amministra e fa le leggi e troppo sovente dimentica in fretta. Triste e forse scontata la notazione finale: per i funerali e il rientro delle salme dei cinque giovani la Regione Campania stanziò 35mila euro che rappresentò il loro prezzo da morti. E da vivi? La risposta la conoscete”.

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