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Minaccia e lesioni all’ex compagna: revocato il divieto di avvicinamento

AVELLINO – Revoca del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nei confronti di un cinquantunenne avellinese a processo per minaccia aggravata e lesioni aggravate ai danni della ex compagna. Il giudice monocratico del Tribunale di Avellino ha accolto l’istanza presentata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Carmine Pascarosa, per la revoca della misura cautelare. L’imputato era sottoposto da circa un anno alla misura. Nel processo, ancora in fase istruttoria non è stata ancora acquisita la testimonianza della persona offesa, impedita a comparire per motivi di salute. Come rilevato in aula dal difensore, . durante il periodo di sottoposizione dello stesso alla misura cautelare il cinquantenne non ha fatto segnalare alcuna violazione delle prescrizioni. Ma anche un’altra circostanza, mutata rispetto al momento dell’applicazione della misura ha determinato la revoca. Il fatto cioè, come emerso nell’ ultimo udienza che la persona offesa si sia trasferita in località diversa da quella di residenza dell’imputato. Proprio la circostanza legata all’escussione della parte offesa è stata al centro dell’ultima udienza del processo.
La parte civile aveva richiesto che fosse giustificata l’assenza della persona offesa che era stata citata in quella data ma già anche in precedenza per essere escussa come testimone e in più richiedeva ai sensi dell’articolo 512 cpp che venisse acquisita la denuncia e le sommarie informazioni rese dalla stessa parte civile. Una richiesta a cui si è opposta in aula la difesa. Per l’avvocato Carmine Pascarosa, infatti, un requisito fondamentale per applicare il 512 (codice di procedura penale) è quello della imprevedibilità, che nel caso specifico non era applicabile. La difesa ha infatti rilevato come la parte offesa fosse un soggetto che comunque si poteva ipotizzare che potesse non essere presente in aula, quindi c’era una prevedibilità e non invece una imprevedibilità come richiede il 512, perché sia giustificata. Quindi è esclusa la possibilità di acquisizione delle dichiarazioni rese in sede di indagini in luogo della testimonianza di udienza. Una opposizione che il giudice monocratico ha accolto, rinviando l’esame della parte offesa alla prossima udienza, quella prevista ad aprile.

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