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Signorina Pepe è la prima volta che partecipa ad una manifestazione così importante?
“Sì, è questa la prima volta: è stata una esperienza bellissima che ha significato tanto per la mia crescita professionale. Avevo in realtà già preso parte a tantissime altre esposizioni, tra fiere e mostre a livello locale altrettanto importanti per iniziare a far conoscere il mio prodotto, ma a parte il Salone del Gusto di Torino, questa è la prima manifestazione a carattere nazionale propria del settore vitivinicolo a cui ho partecipato e devo dire che sono molto soddisfatta”.
Quando e come è nata la passione per l’enologia?
“La passione per l’enologia e, in genere, per il comparto vitivinicolo è nata stando a contatto diretto con i viticoltori e con tutto quello che è il loro mondo. Ho avuto, infatti, la possibilità, durante il periodo di studi trascorso in Francia, di visitare tante cantine specializzate e di fare moltissime degustazioni. E’ stato durante questo periodo che quella passione, all’inizio timida e latente, si è trasformata in vero e proprio amore, sbocciato in maniera completa oggi che dedico tutta la mia giornata alle vigne e al vino”.
Ci confida allora qualche segreto per ottenere un buon vino?
“Ottenere un vino pregiato e di qualità non è semplice: occorre curare in maniera scrupolosa i vigneti, selezionare le uve migliori, ma, soprattutto, scegliere il tempo giusto per la vendemmia. Occorre disporre e avere la collaborazione di personale altamente qualificato e di attrezzature adeguate. Ma tutto ciò non basta: c’è altresì bisogno di tanta voglia di fare, di impegno ed entusiasmo”.
Fra i vini di sua produzione a quale si sente più legata e perché?
“Per me la coltivazione dell’Aglianico è stata una vera scommessa, è un vino elegante, pregiato, fine, di bella struttura e che si presta ad un lungo invecchiamento”.
Questa professione per il passato era svolta esclusivamente da uomini, quante sono oggi le donne che lavorano nel settore vitivinicolo?
“Non sono tante, tuttavia ve n’è una buona presenza soprattutto nel settore della degustazione e della commercializzazione: ma direi che occorre fare di più”. (di Pasqualino Ferrante)