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Dodici scatti d’autore firmati dell’artista vicentino Giustino Chemello e presentati da una nota critica di Vittorio Sgarbi per festeggiare la settima edizione del calendario Di Meo, che torna in Italia dopo gli eventi di presentazione degli anni scorsi a New York, Roma, Parigi, Napoli e Madrid.
Location dell’evento è stato il neoclassico Palazzo Bovara, elegante edificio patrizio ottocentesco dove, durante il lungo e felice soggiorno nel capoluogo lombardo, abitò Stendhal, con una parte ricostruita nel ‘900 dal grande Piero Portaluppi, che affaccia su Corso Venezia, nel cuore del capoluogo lombardo.
Ad arricchire i saloni di Palazzo Bovara le video installazioni degli artisti Francesco Grisi della Piè e Giacomo De Luca.
La prima copia del calendario è stata donata da Generoso Di Meo al Ministro della Cultura Sandro Bondi, che ad inizio settimana aveva visitato in anteprima la mostra “Mise en scène à Pompei”, una selezione degli scatti del calendario esposti per dieci giorni nel settecentesco Palazzo Litta.
Moltissimi gli invitati all’evento di ieri che Erminia, Roberto e Generoso Di Meo hanno accolto con la consueta eleganza che contraddistingue le feste di presentazione del Calendario Di Meo.
A Palazzo Bovara sono intervenuti, tra gli altri, Miki Gioia, Barbara D’Urso, Vittorio Sgarbi, Antonella Boralevi, Jonathan Kashanian, Matilde Borromeo, Virginia Galateri, Cannelle, Simona Tagli, Marta Brivio Sforza, Corrado Ferlaino, Rita Pavone, Luisa e Lucilla Beccaria, Carlo Mazzoni, Maria Monsè, Filippo Facci, Carlo Micheli, Gianguido Baldi, Daniela Iavarone, Silvia Falck, i principi Serge e Eleonora de Yougoslavie, Daniel di Montezemolo, Allegra Bossi Pucci, il ministro Gianfranco Rotondi, Stefano Zecchi, Alessandro Gassman, Davide Oldani, Beatrice di Borbone, Yanuaria Piromallo, il principe Michelle de Yougoslavie, Michela Bruni Reichlin, Claudia Buccellati, Giuliano Teso, Mario Martone.
Per tutti un brindisi con i vini dell’azienda dei fratelli Di Meo, originari di Salza Irpina, che rinnova l’impegno a sostegno della cultura e dell’arte, accostando l’epos di Pompei alla forza millenaria della tradizione enologica campana in una riuscitissima operazione di promozione culturale del patrimonio artistico italiano nel mondo.