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Milanese finisce in carcere: “mazzetta” fatale per Mose di Venezia

Marco Milanese è stato arrestato a Roma dalla Guardia di finanza per corruzione nell’inchiesta Mose (le barriere per difendere Venezia dalle acque alte eccezionali). All’ex deputato Pdl, avellinese di origine sono anche stati sequestrati beni per 500mila euro, ovvero il corrispettivo della presunta dazione ricevuta dagli ex vertici del Concorsio Venezia Nuova. La somma requisita corrisponderebbe dunque al prezzo del reato, e sarebbe stata consegnata quattro anni fa a Milanese in virtù del ruolo di consigliere politico di Tremonti, all’epoca titolare dell’Economia, al fine di far ottenere al Cvn finanziamenti inizialmente esclusi dalle delibere del Cipe dell’anno 2010.
Nell’ordinanza dei primi arresti a Venezia si leggeva che Milanese “al fine di influire sulla concessione di finanziamenti del Mose”, avrebbe ricevuto dal presidente del Cvn, Giovanni Mazzacurati, la somma di 500mila euro.

Il denaro – secondo gli inquirenti – sarebbe stato consegnato a Milanese tra l’aprile e il giugno del 2010, al fine di accedere ai finanziamenti del Cipe per realizzare parte del Mose. Secondo l’accusa, il Cvn avrebbe pagato Milanese attraverso Roberto Meneguzzo, patron della vicentina Palladio finanziaria. La dazione sarebbe avvenuta a Milano e per questo gli atti relativi a Meneguzzo sono stati trasferiti dal Tribunale del Riesame di Venezia in Lombardia per competenza territoriale.
Secondo fonti della procura di Venezia, oggi l’ex parlamentare è stato arrestato su provvedimento del gip Alberto Scaramuzza con riferimento all’ordinanza che lo stesso gip aveva già emesso. La richiesta della procura veneziana – nell’indagine condotta dai pm Stefano Buccini, Paola Tonini e Stefano Ancillotto – era stata avanzata al giudice il 10 giugno scorso. Tuttavia, secondo ambienti investigativi, ora sarebbero stati acquisiti nuovi elementi alla luce dei quali il gip ha ritenuto sussistenti motivi di urgenza a provvedere. Milanese sarà portato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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