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E non vi sfiori neppure il pensiero che possa trattarsi di napoletane poco veraci, perché dall’organizzazione dei Mondiali fanno sapere che il disciplinare da rispettare è severissimo. Un lungo percorso ha portato la pizza napoletana a ottenere nel 2010 il riconoscimento Ue di “Specialità tradizionale garantita”. Per fregiarsi del titolo di “napoletana Stg”, secondo quanto dettato dal Disciplinare di produzione certificato da Bruxelles, la pizza deve avere un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato fra 1 e 2 cm e nel condimento solo pomodori pelati, mozzarella di bufala campana Doc o la mozzarella Stg, aglio, un filo d’olio, sale e foglie fresche di basilico. Pensate sia finita? Invece no: La cottura deve avvenire esclusivamente in forni a legna e, appena uscita dal forno, la pizza dovrà avere una consistenza morbida ed elastica.
La sfida si è tenuta dal 7 al 9 aprile, al Pala Cassa di Fiere di Parma e si sono affrontati più di 600 concorrenti davanti a una giuria internazionale composta da una trentina di 30 giudici che hanno esaminato ricette e preparazioni da più di trenta nazioni, per un totale di oltre 3mila pizze sfornate.