Metropolitana leggera: si parte. Genovese: “Nel 2010 la nuova città”

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Avellino – Quindici mesi di gestazione e poi la città avrà una nuova creatura: la metropolitana leggera. Concepita nel 2001 dall’amministrazione Di Nunno, nel 2010 finalmente sarà adoperabile. I lavori, affidati alla Sirti spa di Milano che si affiancherà ad altre quattro imprese, partiranno tra un mese. Ormai ogni polemica risulterebbe superflua. Un grande salto di qualità per la città di Avellino, che si candida ad essere il gioiellino della regione, per quanto riguarda il settore trasporti: la metro leggera, infatti, consentirà collegamenti più facili e più rapidi tra le varie zone della città, ovvero tra i quattro punti strategici di accesso al capoluogo. Oltre 24 milioni di euro il finanziamento elargito per l’opera che prevede l’utilizzo di 11 bus che attraverseranno un percorso di oltre 10 chilometri che, partendo dall’autostazione – capolinea – prevede 36 fermate: via Colombo, via Cavour, via Perrottelli, via Serroni-via Santoli, via Valle Mecca, viale Italia, corso Vittorio Emanuele, piazza Libertà, via Nappi, corso Umberto, via Francesco Tedesco (direzione Atripalda), stazione Ferrovie dello Stato che sarà l’altro capolinea, via Tedesco (direzione Avellino centro), via Circumvallazione, piazzale Kennedy, via Guarini, piazza Aldo Moro, via Colombo, capolinea autostazione. Rispetto al progetto iniziale, la metropolitana leggera abbraccia anche via Valle Mecca. Ma come funzionerà di preciso il nuovo sistema di trasporto? A spiegarlo è l’assessore comunale alla Mobilità, Antonio Genovese. “Nel 2001 il progetto prevedeva il percorso dei mezzi su banda magnetica, come in vigore a Trieste. Ma presto ci si accorse che l’elettricità poteva causare danni ai pedoni e quindi, con il tempo, si è optato per i cavi”. ‘Fili’ che hanno trovato fervide contestazioni da parte di chi ha sostenuto che il ‘ritorno all’antico’ potesse deturpare la nuova immagine di Corso Vittorio Emanuele e non solo. “In realtà i cavi elettrici saranno poggiati su pali della pubblica illuminazione – ha spiegato Genovese – che non rovineranno la bellezza della città. Per quanto riguarda il passaggio per viale Italia, il Corso, Piazza Libertà, via Nappi, Corso Umberto, i mezzi saranno dotati di marcia autonoma che, grazie ad un motore Euro 5, potranno esser alimentati continuamente riducendo al massimo l’impatto ambientale”. Unico intoppo potrebbe insorgere durante la messa in strada dei bus. La loro lunghezza è di circa 12 metri e questo potrebbe essere un piccolo problema per quanto riguarda la viabilità proprio a Corso Vittorio Emanuele, ma siamo confortati dal senso unico di marcia dei mezzi e quindi dell’impossibilità nel creare ingorghi. “E’ ovvio che il Corso sarà rivisto. L’area su cui viaggerà il mezzo dovrà essere protetta per garantire l’incolumità dei pedoni”.

E strettamente legato alla metropolitana leggera è il tunnel. I lavori dovrebbero esser ultimati entro il 30 giugno, ma da Piazza del Popolo si spera in una proroga. “Siamo certi di non farcela. – ha affermato l’assessore alla Morbilità – e questo vuol dire che il prosieguo dell’intervento dovrà esser sovvenzionato dal Comune. Purtroppo i ritardi non sono attribuibili alla ditta appaltante. Durante gli scavi sono venuti alla luce dei sottoservizi di Telecom e Sidigas non previsti dai progettisti e non rilevati prima. Delle complicazioni, quindi, che hanno irrimediabilmente modificato la tabella di marcia”. E sull’utilità del contestato sottopasso l’assessore non ha dubbi: “Un collegamento tra nord e sud della città per decongestionare il traffico era necessario. E poi, il tunnel diventa anche serbatoio di energia elettrica per alimentare le navette della metropolitana leggera. Un altro vantaggio dal sottopassaggio è l’accesso ai parcheggi di Piazza Libertà. I 390 posti auto serviranno a rendere meno selvaggia la sosta in città e a rendere pedonalizzabile anche il cuore di Avellino. Ovviamente il tutto va valutato ampiamente nella realizzazione del nuovo piano traffico”. Per quanto riguarda la gestione, l’amministrazione Galasso sta valutando i potenziali gerenti anche perché si necessiterà di autisti competenti e di operai per la manutenzione ordinaria. Insomma, una città nuova, moderna ed efficiente. Ma come accoglieranno gli avellinesi tutte queste novità? Non sono mancate le polemiche e le accuse, ma Genovese rassicura: “Il nostro scopo è quello di creare delle aree di interscambio dalla periferia al centro, incentivando l’uso della metropolitana leggera ed i diversi parcheggi dislocati in città”. Un lavoro concertato anche con gli altri Assessorati che stanno lavorando attivamente al fine di riqualificare l’hinterland cittadino con infrastrutture sempre più funzionali, anche se a volte… la mano destra non sa quello che fa la sinistra. (di Marianna Marrazzo)

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