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Dal primo agosto, infatti, non verrà rinnovato il contratto di lavoro a metà degli interinali in forza all’azienda.
Piccoli segnali di cedimento, se paragonati alla situazione disastrosa che vive il comparto del metalmeccanico in Irpinia, ma pur sempre preoccupanti, sintomatici di una crisi che non risparmia davvero nessuna realtà.
Ieri, i vertici di Ema e le parti sociali si sono incontrati all’Unione Industriali di Avellino per discutere della posizione delle 30 unità lavorative che a fine mese si ritroveranno senza lavoro. A meno di novità nel prosieguo delle trattative tra azienda e sindacati.
“L’azienda di Morra ha registrato un calo di produzione negli ultimi 4 mesi – ha affermato Sergio Scarpa di Fiom Cgil – speriamo in un recupero immediato per questi operai”.
Le difficoltà impongono una razionalizzazione dei costi che i vertici di Ema avrebbero voluto affrontare abbattendo il premio di risultato per tutti i livelli occupazionali relativamente al periodo maggio-dicembre. I sindacati avrebbero opposto un netto rifiuto a questa ipotesi.
“La partita è ancora aperta – prosegue Scarpa – fino al 30 luglio c’è ancora tempo per meditare e trovare una soluzione. Senza dimenticare che il primo trimestre del 2010 è stato rivisto verso l’alto”.
E’ prevista nelle prossime settimane la convocazione di una nuova riunione dei lavoratori dell’azienda (oltre 350, ndr) per discutere della situazione.