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Poi il candidato sindaco ha parlato del piano immaginato per il quartiere: “Noi non vogliamo riempirvi la testa di chiacchiere con le solite banalità da campagna elettorale. Promesse vane e quasi sempre disattese. Se siamo qui è perché vogliamo garantirvi che ascolteremo le vostre segnalazioni, terremo in debito conto le vostre esigenze e cercheremo di risolvere sempre con tempestività tutti i più piccoli problemi, quelli legati alle difficoltà e ai disagi quotidiani. Non siamo qui per vendere fumo, il libro dei sogni lo facciamo propagandare ad altri. Ciò di cui Capocastello necessita nell’immediato sono poche e semplici cose. La prima è renderlo vivibile e potenziarne i servizi. Da qui bisogna ripartire per raggiungere gli obiettivi della rivalutazione turistica e della rivitalizzazione sociale. Ma sempre con poche e semplici cose: recuperare il castello che il vero simbolo di Mercogliano; riattivare il parcheggio utilizzando anche come spazio per un mercatino rionale; riqualificare e sistemare l’anfiteatro, mai collaudato, che potrebbe ospitare eventi e manifestazioni musicali; creare una sorta di percorso delle antiche chiese”. E interrompendo l’enunciazione dei punti salienti del progetto, Sampietro ha affermato ammirato: “Questa di fronte a noi è stata per anni la chiesa madre della città, un edificio religioso antico come antiche e fiere sono le radici della nostra gente”. Dopo la parentesi il candidato ha continuato ad esporre il suo progetto per Capocastello: “Vogliamo porre le basi e favorire le condizioni per l’insediamento di nuove attività artigianali, commerciali e produttive ma, soprattutto, agevolare chi viene ad abitare a Capocastello. Coppie giovani o famiglie che, in un centro storico reso più accogliente e meglio fornito di servizi, possono ripopolare il borgo. Qualcuno che abitava qui – ha detto lanciando una frecciatina ad un avversario politico – e si è costruito la villa altrove forse si è dimenticato da dove viene, quali sono le sue origini, le sue radici. Ormai torna solo in campagna elettorale. I candidati capocastellani del “Patto per Mercogliano” sono diversi, come il resto della compagine. Noi ci saremo sempre… Ma soprattutto noi non vogliamo che Capocastello sia solo Castellarte: una volta all’anno grande attenzione e vetrina e poi nulla più. Noi vogliamo realizzare consigli comunali monotematici sul posto quanto l’argomento in discussione riguarda un quartiere specifico. Noi vogliamo tastare quotidianamente l’umore delle persone attraverso il contatto diretto. Attraverso il dialogo e il confronto continui…”. Infine, un’ultima riflessione: “Capocastello per noi non è una conquista elettorale, né una serie di promesse sospese nell’aria. Qui non c’è bisogno di realizzare interventi straordinari: bisogna solo rendere vivibile la quotidianità. E il “Patto” è la promessa sincera che tutto questo si concretizzerà”.