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Mercogliano-Imprenditori e istituzioni, le riflessioni degli esperti

Mercogliano – Emulare le buone pratiche imprenditoriali presenti nel sistema produttivo irpino. E’ uno dei percorsi che, secondo la professoressa Liliana Bàculo, potrebbe portare ad un efficace e virtuoso processo di sviluppo territoriale. Intervenuta al convegno “Imprenditori, Istituzioni e Territorio: quali strategie per lo sviluppo locale?”, tenutosi ieri pomeriggio, venerdì 20 gennaio presso il Centro Studi Atlantis di Torrette di Mercogliano, la docente di Economia dello Sviluppo alla Federico II di Napoli invita, nel suo intervento, a tenere in considerazione gli esempi aziendali che sono stati e risultano tuttora modelli di sana managerialità locale. Più che una statica e fredda emulazione, la Bàculo suggerisce metodi più costruttivi da cui ricavare esperienza e conoscenza per far nascere sul territorio ulteriori campioni d’impresa. “Sono nati dopo il terremoto dell’80- spiega- dei casi aziendali di successo in Irpinia che inviterei ad andare a vedere”. “La cosa importante- continua- è la spinta ad imitare questi casi di successo”. Parla poi di come sia fondamentale, nello sviluppo economico di un territorio, la valorizzazione della forza lavoro umana. “Una risorsa- sottolinea- che va però stimolata in modo adeguato”. Altrettanto essenziali, per un logica di crescita, gli incentivi finanziari. “Strumenti importanti- dice Bàculo- ma che in passato hanno stimolato comportamenti individualistici”. Da qui l’invito alla sana cooperazione, efficace leva per lo sviluppo locale. Cosa che pensa anche Annamaria Zaccaria, docente di Sociologia presso l’Università partenopea Federico II. Nella ricostruzione dell’economia irpina post-sisma, Zaccaria spiega come, spesso, il processo di sviluppo sia stato concepito mediante momenti di carattere individualistico da cui è necessario uscirne. La sua è una riflessione ad ampio raggio. Parte dagli incentivi economici concessi dalla legge 219 del 1981 alle iniziative produttive che prevedevano l’insediamento aziendale in Irpinia nelle zone colpite dal sisma fino ad arrivare all’era della programmazione negoziata con un’analisi sul patto territoriale della provincia: primo strumento di negoziazione decentrata operante nel contesto locale. All’incontro, moderato da Ottavio Lucarelli, giornalista de “La Repubblica”, intervengono anche Vincenzo Somma, presidente dell’Isres-Cisl, con un suggestivo contributo storico sul terremoto, e Marco Grasso, giornalista del quotidiano “Ottopagine’ e co-autore del libro “Un terremoto lungo un quarto di secolo. Soldi, ricostruzione e sviluppo: storie e sfide dell’Irpinia”. Il volume, presentato all’interno del dibattito e realizzato unitamente a Stefano Belfiore, Rocki Gialanella e Nicola Savino, “rappresenta –spiega Grasso- un’opera che ripercorre, mediante uno studio ad alta quota, venticinque anni storia socio-economica irpina a partire dal sisma”. “E’ in sostanza- continua- un’analisi asettica che scatta una fotografia del locale tessuto produttivo senza arrivare, dunque, a nessun tipo di bilancio o rendiconto le cui interpretazioni di merito sono lasciate libere al lettore”. Numerose le personalità di rilievo che hanno preso all’iniziativa. Presenti il presidente del Gruppo Giovani Industriali di Avellino, Salvatore Amitrano, il direttore di Assindustria, Giacinto Maioli, il presidente della società consortile Asse, Gaetano Torcinaro. Ed ancora, il vicesindaco di Mercogliano, Massimiliano Carullo, il presidente del consorzio Asi di Avellino, Pietro Foglia, il segretario provinciale della Cisl, Enrico Ferrara, il massimo responsabile della Filca-Cisl, Mario Melchionna, il socio-promotore del club ‘Go Wine’ di Avellino, Teobaldo Acone, e il presidente dell’Unpli, Giuseppe Silvestri.

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