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Mercogliano – Comune: Consiglieri contrari a convocazioni mattutine

Mercogliano – “Ripetutamente le abbiamo fatto presente che tenere il consiglio comunale alle nove di mattino non è mai stata una scelta appropriata”. Questa la singolare protesta di alcuni consiglieri mercoglianesi rivolta al sindaco Tommaso Saccardo circa gli orari di convocazione consiliare. Una nota firmata da Franco De Caro, Francesco Iannaccone, Andrea Mongillo, Nicola Sampietro, Giuseppe Valente e Modestino Valente attraverso la quale si sottolinea: “Nei precedenti consigli tenuti nelle ore mattutine sono mancati diversi consiglieri sia dalla maggioranza che della minoranza. E’ anche stata evidenziata la difficoltà di alcuni ad allontanarsi dal lavoro sebbene vi siano norme che tutelano i consiglieri comunali. Ci saremmo aspettati quindi, che lei tenesse conto di questo problema, invece prosegue ostinatamente a proseguire su questa strada”. In questo senso vengono portati ad esempio molti comuni d’Italia dove le sedute del consiglio comunale di norma si tengono nelle ore serali o nel tardo pomeriggio. Fra i motivi di questa prassi, si legge ancora nella nota: “Consentire ai cittadini di partecipare ai lavori consiliari: consentire a tutti i consiglieri, che evidentemente svolgono un’attività lavorativa sia autonoma che dipendente, di non assentarsi dal posto di lavoro per buona parte della giornata; far risparmiare al comune parte dei rimborsi per i lavoratori presso le aziende private”. Ed in particolare sul terzo punto, la precisazione: “Nel nostro consiglio comunale ci sono alcuni componenti che, ovviamente per loro scelta, non usufruiscono del giorno di permesso previsto, che indirettamente significa anche un risparmio per il comune”. Questi i motivi alla base della richiesta: “Le chiediamo di dare l’opportunità a tutti gli eletti di partecipare ai lavori consiliari convocati in orari serali o pomeridiani. Accanto a questo chiediamo che anche la seduta del 21 settembre alle ore nove venga rinviata. Non accogliendo tali sollecitazioni – conclude la nota a firma congiunta – impedisce difatto la partecipazione al consiglio ad alcuni consiglieri e per solidarietà tutti i sottofirmatari”.

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