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L’indagine è stata lunga e non sempre facile, specie nel momento in cui i militari hanno dovuto pesare l’esatta portata del fatto di reato. I gesti, infatti, seppur profondamente lesivi della dignità personale della donna e della sua privacy, erano però qualificabili come reati purtroppo piuttosto banali: ingiurie, violenza privata, ma null’altro. Questo per lo meno fino a qualche tempo fa, quando è entrato in vigore il nuovo reato di stalking, o com’è stato recepito in Italia, di “atti persecutori”.
È stato così che i Carabinieri della stazione di Mercogliano, che già da qualche tempo erano riusciti a individuare con certezza il responsabile dei gesti maniacali, hanno avuto una possibilità in più, tanto che il giudice del Tribunale Ordinario di Avellino, concordando con i risultati investigativi dei militari, ha emesso una misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e del divieto di comunicare con la stessa o suoi prossimi congiunti nei confronti di D.A., solofrano classe 1964.
I Carabinieri hanno notificato l’ordinanza del giudice irpino appena ricevuta e da ora in poi il persecutore non potrà più avvicinarsi alla sua vittima, dalla quale deve stare lontano almeno 200 metri.