Avellino – “Coscienti di una così grande ricchezza che la natura e la storia ci hanno consegnato, intendiamo mettere in atto azioni tese a sostenere lo sviluppo di tali aree che ben si sposano con la politica Regionale Turistica Agroalimentare Slow Food, Food and Tourism, per fare di questi spazi dei territori di eccellenza allargando i nostri orizzonti che riescono a comprendere le dimensioni sociali, culturali ed ambientali dei Gusti Monastici” Con queste parole Marzia Bilotta, ideatrice del progetto, illustra questa idea finalizzata alla promozione e allo sviluppo economico del territorio.
Un’azione di commercializzazione turistica con spiccata attenzione ai prodotti tipici monastici e alle terre del Partenio, dell’Irpinia, della Campania, dell’Italia. E’ l’impegno di proporre attraverso i prodotti monastici un turismo che genera valore per il territorio e innesca scambi e relazioni con mondi e mercati a tutti i livelli da quello locale a quello internazionale. Incrementa le capacità attrattive dell’Irpinia e della Campania costruendo pacchetti strutturali, vendibili, comunicabili, sostenibili sui mercati del turismo nelle loro diverse espressioni.
Per inserirci nei grandi itinerari dobbiamo e vogliamo perseguire nel contempo un’azione di potenziamento degli attrattori turistici sostenendo la nostra offerta ricettiva basata su un maggiore livello di qualità dell’accoglienza ed organizzando come programmato un significativo calendario di eventi culturali/popolari, centrali/periferici. In questa visione globale si costruisce un piano di turismo integrato che coinvolge in modo particolare i Beni Culturali, l’Urbanistica, i Trasporti,i Lavori Pubblici ma che è soprattutto capace di rivolgersi e fare propri Turismi Diversi, ovvero una vacanza temporalmente più lunga di quelle attuali e su più fronti: Religioso/Gastronomico/Folkloristico, Ambientale/Montano/Sportivo.
Fra i punti di forza di un Turismo Agricolo/Gastronomico/Monastico, vi è la disponibilità di un patrimonio paesaggistico e culturale straordinario, con occasioni di unicità e potenziali magnetici Turistici, Culturali e Sportivi che permetterebbero di comporre un’offerta turistica territoriale incentrata su attrattori ed organizzata al fine di soddisfare sia la tendenza attuale della domanda di costruire soggiorni auto-organizzati, quanto l’esigenza di destagionalizzare il più possibile i flussi e allungarne la permanenza.
Al centro di questo progetto di Cultura Monastica e di Sviluppo del Territorio ci sono i grandi attrattori del Turismo Agroalimentare/Culturale/Monastico in rete su cui puntare fortemente, perché per noi fare squadra, aprirci al confronto ci rende più forti, più penetranti. In definitive la Biblioteca Statale di Montevergine, la Comunità Benedettina di Montevergine, Lo Slow Food Partenio, Il Food And Tourism, l’Osservatorio di Cultura Agroenoturistica Ambientale Monastica stanno sviluppando con grande impegno e professionalità un Nuovo Turismo Gastronomico Culturale caratterizzato da prodotti tipici ma soprattutto da piccole imprese produttive monastiche che hanno spesso dimensioni e limitato potere di mercato per le quali si intende mettere in campo strategie di valorizzazione a tutela del prodotto che ne esaltano le qualità.