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Melito – Piano Casa: i chiarimenti di Cundari e Sena

Una folla gremita ha accolto l’incontro sul Piano casa tenutosi presso l’auditorium comunale di Melito. Ad illustrare le ipotesi delle linee guida della nuova legge regionale sulla casa il consigliere regionale Mario Sena e l’assessore regionale all’Urbanistica Gabriella Cundari. Il convegno si è aperto con i saluti del sindaco di Melito, Gerardo Sorrentino, che ha subito ringraziato l’onorevole Sena e l’assessore Cundari per l’impegno profuso sulla legge in questione che rappresenta uno degli strumenti più validi per lo sviluppo del territorio e delle aree interne della provincia.
A prendere la parola è stato l’onorevole Sena che ha subito sottolineato l’importanza della norma “non soltanto per i singoli cittadini proprietari di abitazioni o delle cosiddette pertinenze ma anche, e soprattutto, per le intere realtà locali e per la valorizzazione di tutto il patrimonio edilizio rurale”. “Quest’ultimo diventa, infatti – spiega Sena – strumento di rilancio dell’economia e delle potenzialità territoriali perché si tratta di una legge che rimette in moto l’economia dei piccoli comuni. Comuni costituiti da grandi ed importanti patrimoni di edilizia composti dai centri storici e dalle case sparse nelle zone rurali. Ed è proprio a questo patrimonio che la nuova legge regionale guarda con interesse per consentire il recupero e la conservazione di queste strutture grazie alla possibilità di modificare la destinazione d’uso delle abitazioni rurali e delle pertinenze. In questo modo sarà possibile ampliare e modificare il patrimonio edilizio e consentire anche attività complementari a quella agricola, collegate ad esempio al turismo, all’artigianato, all’enogastronomia.
E questo non potrà fare altro che incentivare l’indotto occupazionale, creando nuovi posti di lavoro e nuove prospettive. La norma contiene, inoltre, un emendamento che io stesso ho fortemente voluto e che riguarda le iniziative destinate allo sviluppo integrato grazie alla sinergia con i Por destinati agli incentivi all’agricoltura (fondi per oltre un miliardo di euro).
Altro aspetto è quello che attiene i tempi per l’adempimento delle procedure; burocrazia snellita e semplificata attraverso la comunicazione al comune di competenza”.
Presenti all’incontro anche il presidente della comunità montana Ufita, Oreste Ciasullo; l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Ariano Irpino, Luciano Leone e del comune di Melito, Gennaro Dipietro.
All’incontro sono intervenuti anche sindaci ed amministratori, tecnici e rappresentanti degli ordini professionali e delle associazioni; tra gli altri l’ingegnere Bruno Orrico (responsabile Protezione civile), l’architetto Pio Castiello e l’assessore provinciale Giuseppe Solimine. Da tutti i ringraziamenti all’onorevole Sena per l’attenzione riservata ai piccoli comuni e alle esigenze delle aree interne, vedi i trasporti, gli assi viari, le comunità montane e ora la legge sulla casa. Tutto a vantaggio delle zone interne e della valorizzazione delle risorse e delle potenzialità locali. Nel corso dell’incontro tanti gli interventi e le domande di amministratori e tecnici rivolti all’assessore regionale.
Ad illustrare nel dettaglio le linee guida della nuova legge regionale, proprio la Cundari a cui sono state affidate le conclusioni. “So benissimo – dice l’assessore – che la Campania è fatta di molte aree, come quelle dell’Irpinia, che necessitano di tanti interventi. E la maggior parte dei comuni che le compongono è addirittura senza Puc. Questo comporta il proliferare di costruzioni abusive e, quindi, dell’illegalità. Ecco allora che nasce il Piano Casa, legato inizialmente alla necessità di estendere la densità abitativa delle aree metropolitane e costiere (altamente popolate) verso le zone interne – peraltro avviatosi in maniera del tutto naturale (vedi lo spostamento da Napoli verso Mercogliano e Monteforte) e poi orientato al recupero del patrimonio edilizio rurale. Nelle zone interne interessa innanzitutto il cambio di destinazione d’uso delle abitazioni agricole, soprattutto quelle con pertinenze. E questa legge intende proprio riqualificare le zone rurali consentendo un ampliamento della propria abitazione del 20 per cento e in caso di abbattimento di aree dismesse, del 30 per cento. Mentre per le abitazioni agricole con pertinenze, l’ampliamento è superiore. Perché tutto questo sia possibile è necessario che le amministrazioni locali si dotino del Puc.
Le linee guida sono state ultimate oggi e saranno comunicate dopo l’approvazione definitiva. Quello che mi preme sottolineare – conclude la Cundari – è la necessità che i comuni siano in regola con i piani urbanistici e che quelli ancora sprovvisti si attivino al più presto per dotarsi di uno strumento fondamentale per usufruire al meglio del Piano Casa”.

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