
Oggi, il 27 e il 30 settembre sono le tre date d’udienza fissate dalla Corte d’Assise d’Appello per il processo a Salvatore Parolisi, l’ex caporalmaggiore dell’Esercito accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea avvenuto il 18 aprile del 2011 a Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). I legali dell’uomo cercheranno di smontare le motivazioni del gup Marina Tommolini che lo scorso ottobre, in occasione del processo con rito abbreviato condizionato, aveva condannato Parolisi all’ergastolo e al pagamento di un milione di euro alla figlia Vittoria. E di 500 mila euro ciascuno ai genitori di Melania. Ma adesso si torna in aula e la parola, dopo la fase preliminare tornerà prima alla Procura, poi alla parte civile e infine alla difesa. E Parolisi ha deciso di voler parlare. Il processo però avverra’ a porte chiuse. Parolisi potrebbe anche rilasciare dichiarazioni spontanee. Se lo riterra’, potra’ farlo , dice Nicodemo Gentile, uno dei tre avvocati che insieme a Valter Biscotti e Federica Benguardato cercheranno di dimostrare la totale estraneita’ del loro assistito all’assassinio di Melania. Nicodemo Gentile anticipa al quotidiano Il Centro la sua difesa. Melania sarebbe stata uccisa da un altro uomo: Ma chi? “Magari saperlo. Sicuramente la scena del delitto ci dice che qualcosa di diverso è accaduto il 18 aprile del 2010. Ci sono tracce inequivoche della presenza di altri soggetti”.affaritaliani