Paternopoli – Le parole pronunciate dal segretario del PD, Walter Veltroni, nella riunione della direzione nazionale, l’intervento tenuto dal segretario regionale Tino Iannuzzi ad Avellino nel corso del convegno di domenica 21 dicembre e le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal segretario provinciale Franco Vittoria sembra non lascino alcun dubbio sulla necessità di imprimere una forte discontinuità in Campania e di accelerare sull’innovazione politica del partito democratico. “Le note vicende giudiziarie che hanno investito in particolare la Campania, anche se risulteranno penalmente irrilevanti, recano pregiudizio alla credibilità del partito e diventano questione morale quando vengono accomunate dall’opinione pubblica alla crisi politica che sta attraversando la nostra regione”: partendo da questo presupposto i democratici della Media Valle del Calore – nelle persone di Andrea Forgione, coordinatore del P.D. di Paternopoli e delegato regionale del P.D.; Antonio Petruzzo, delegato provinciale del P.D. di Paternopoli; Mino Mastromarino, delegato provinciale del P.D. di Montemarano; Gianvincenzo Savignano, delegato provinciale del P.D. di Gesualdo; Francesco Chieffo, coordinatore del P.D. di Montella; Francesco Battista, coordinatore del P.D. di Cassano Irpino; Aniello Memoli, coordinatore del P.D. di Bagnoli Irpino; Pasquale Iannuzzo, coordinatore del P.D. di Fontanarosa; Michele Ferrante, coordinatore del P.D. di Luogosano; Raffaella Luise, coordinatore del P.D. di S.Angelo All’Esca; Marietta Ranaudo, coordinatore del P.D. di Frigento; Alfonso Cogliano, coordinatore del P.D. di Gesualdo; Gerardina Stanco, coordinatore del P.D. di Sturno; Circolo e Gruppo consiliare del PD di Villamaina; Pietro Giannitti, coordinatore del P.D. di San Mango sul Calore; Annarita Colantuono, capogruppo consiliare del PD di Paternopoli; Antonio Rauzzino, consigliere comunale del PD di Paternopoli; Raffaele Giusto, vicesegretario del PD di Paternopoli – condividono la linea indicata da Walter Veltroni e avvertono la stessa necessità di puntare a un partito “sano e perbene” senza “capibastone” e dove le correnti siano un “male da combattere”. “In Campania – spiegano – questo significa azzerare e superare l’attuale panorama politico basato sull’asse De Mita – Bassolino e dar vita ad un ricambio complessivo degli attori che hanno condiviso le responsabilità politiche e di governo di quel sistema di potere ormai prossimo alla decomposizione. Se si vuole infatti apparire credibili agli occhi dei cittadini e chiudere definitivamente con un passato politico, che per certi aspetti è risultato torbido ed inquietante, bisogna prima di tutto cambiare uomini e politiche che in Campania sono risultate disastrose. Questo rinnovamento promesso e non ancora attuato in Campania per le mancate dimissioni di Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino ha però una sua eccezione in Irpinia. Infatti, la fuoriuscita di De Mita dal partito democratico ha accelerato in Irpinia il processo di rinnovamento e con le elezioni politiche del 13 e 14 aprile si è aperto un varco profondo tra i demitiani e gli innovatori del partito democratico che intendevano invece voltare pagina. La battaglia politica che ne è scaturita è stata cruenta e ha lasciato molte vittime sul campo. C’è stato chi, senza tentennamenti, si è schierato con il partito democratico pur sapendo di dover subire le ire funeste dei demitiani in tutte le amministrazioni in cui si governava insieme e chi, fiduciario dell’asse De Mita – Bassolino, continua a mettere nel partito democratico irpino il bastone tra le ruote per far deragliare il treno del rinnovamento. Gli elettori irpini hanno capito la valenza di questo progetto di rinnovamento ed hanno premiato il coraggio dei sostenitori dell’innovazione e della rinascita politico – culturale del nostro territorio. Infatti, il partito democratico irpino con il suo 32,1% è risultato il primo partito democratico in Campania alle ultime elezioni politiche. Per continuare sulla strada intrapresa dal partito democratico irpino bisogna dire no a qualsiasi alleanza con i demitiani come giustamente sostengono Alberta De Simone, Franco Maselli, Emiliana Mannese e la stragrande maggioranza dei dirigenti provinciali, perché il movimento politico di Ciriaco De Mita rappresenta la conservazione di un sistema politico che ormai mira solo all’autoconservazione. D’altronde, chi pensa di ricomporre in Irpinia l’asse De Mita – Bassolino dovrebbe sapere che i demitiani hanno già chiuso l’alleanza con il PDL di Berlusconi. I demitiani sarebbero disposti a presentare una lista alle prossime elezioni provinciali del 7 giugno, senza candidato presidente, in appoggio alla candidatura dell’onorevole Cosimo Sibilia. Naturalmente fino all’ultimo minuto tenteranno di imporre al PDL la candidatura a presidente della provincia di un loro uomo ma si accontenterebbero anche della candidatura dell’ex ministro Ortensio Zecchino. Chiaramente i dirigenti del PDL sanno che il demitismo è oramai giunto al tramonto e sfruttano abilmente il sentimento di rancore politico e la sete di vendetta che ancora anima il leader di Nusco contro il PD per appropriarsi di quella manciata di voti che i demitiani ancora detengono in provincia. Il partito democratico irpino ha invece un altro orizzonte da inseguire e altri obbiettivi da raggiungere che antepongono sempre gli interessi della provincia a quelli personali o di casta. Pertanto, chi ancora oggi nel PD si rifà all’asse De Mita – Bassolino o ha fatto parte del governo regionale non può lanciare la propria personale candidatura a presidente della provincia di Avellino come se nulla fosse avvenuto. Noi, democratici della Media Valle del Calore, puri veltroniani, ci allineiamo a quanto detto dal segretario provinciale Franco Vittoria rispetto alla linea politica che il partito deve tenere in provincia e lo ringraziamo per il lavoro che svolge quotidianamente. Inoltre, siamo convinti che vadano riconfermati sia Giuseppe Galasso al Comune di Avellino che Alberta De Simone alla Provincia per l’ottimo lavoro svolto e per aver scelto di stare con il partito di Veltroni anche a costo di interrompere anticipatamente il loro mandato elettorale, ma, come sostiene il segretario provinciale, è giusto che siano proprio i cittadini, con le primarie, a scegliere direttamente i candidati. Sulla strada del rinnovamento e della innovazione il PD, siamo sicuri, conoscerà nuovi successi elettorali e ricaccerà indietro le forze politiche della conservazione e dell’oscurantismo”.
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