AVELLINO- Accolto dai giudici della Seconda Sezione Penale della Cassazione il ricorso della Procura della Repubblica di Avellino contro la decisione del Tribunale del Riesame per le misure reali che aveva annullato uno dei sequestri disposti dal Gip nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi truffa dei bonus scoperta dai militari delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino. Per i giudici del Riesame reale, il sequestro andava annullato per “la carenza della motivazione in ordine alla sussistenza del periculum in mora, elemento necessario per giustificare l’anticipazione degli effetti ablativi della confisca”. Per la Procura di Avellino, il ricorso presentato dai magistrati coordinati dal Procuratore facente funzioni Francesco Raffaele: il Giudice per le indagini preliminari avrebbe dato conto dell’esistenza del pericolo cautelare, rilevando che il provento dei reati contestati avrebbe potuto essere facilmente disperso”. Nel ricorso dei pm avellinesi era stato rilevato “che la capacità di dispersione del… sarebbe stata anche provata dalle indagini effettuate poiché , a fronte di un profitto ingente, il …. era stato sorpreso con la disponibilità di una somma esigua”. Per i giudici della Cassazione: “come rilevato dal pubblico ministero ricorrente, il decreto genetico conteneva un principio di motivazione in ordine al periculum in mora sia in relazione al sequestro preventivo “impeditivo” disposto ai sensi dell’art. 321, comma 1, cod. proc. pen, sia in relazione al sequestro preventivo “anticipatorio della confisca”disposto ai sensi dell’art. 321 , comma 2, cod . proc . pen.(pagg. 33 e 44 del decreto di sequestro preventivo). Pertanto il Tribunale haillegittimamente ritenuto inesistente la motivazione in ordine al periculum in mora omettendo , altresì , di attivare i suoi poteri integrativi”. Il caso dovrà finire nuovamente davanti ai giudici del Tribunale del Riesame in diversa composizione.
Maxitruffa sui Bonus, la Cassazione accoglie il ricorso della Procura e annulla dissequestro
