
Avellino – Sono ore decisive per tre dei dieci indagati tratti in arresto, a seguito dell’operazione “Virtual Trader” della Guardia di Finanza, il 17 maggio scorso. Una mega truffa ai danni dello Stato che si è consumata, secondo quanto appurato dalle Fiamme Gialle di Avellino, attraverso l’immatricolazione di circa 15.000 autoveicoli sui quali, attraverso una serie di acquirenti virtuali, non veniva pagata l’imposta. Erano vendute ad autosaloni e a singoli acquirenti in provincia di Avellino ma anche nel resto d’Italia e all’estero: per sottrarsi al pagamento dell’Iva, l’organizzazione vendeva le auto soltanto sulla carta a prestanome residenti in Polonia e Spagna, le stesse auto che in realtà venivano importate da Francia e Germania. Questa mattina O.C., assistito dall’avvocato Giuseppe Guida, C.R. affiancato dal penalista Alberico Villani, ed il togato Giuseppe Saccone legale di fiducia di G.B. (quest’ultimo era assente all’udienza a Napoli) hanno preso parte all’udienza presso la dodicesima sezione del Tribunale del Riesame di Napoli. Una lunga mattinata nel corso della quale i tre penalisti hanno presentato le richieste di scarcerazione producendo difese e memorie particolarmente diligenti e ricche di deduzioni e di argomentazioni per ‘smantellare’ il capo d’imputazione che, ricordiamo, è di associazione a delinquere finalizzata all’evasione dell’Iva e alla truffa allo Stato. Come ha spiegato l’avvocato Guida “…le memorie difensive dei colleghi Saccone e Villani sono confluite in quella presentata da me. Ovvero, rispettando l’iter processuale, posso dire che sono state diverse le argomentazioni poste all’attenzione dei Giudici Contesa e Danieli: dall’irregolarità di natura procedurale all’irritualità sia formale che sostanziale del materiale probatorio, alle intercettazioni ambientali per le quali non vi sarebbero, secondo il materiale in nostro possesso, i decreti di autorizzazione. E inoltre, per quanto riguarda O.C. difeso da me e G.B. assistito dall’avvocato Saccone, l’inesistenza del rapporto associativo come si evince anche dalle ordinanze e dagli atti. Per non parlare del mio assistito per il quale alcune contestazioni sarebbero andate in prescrizione”. Insomma, memorie difensive che non avrebbero nulla di meno delle arringhe che i togati fanno prima della lettura della sentenza. Intanto i Giudici della dodicesima sezione, dopo quasi due ore di argomentazioni dei penalisti, si sono riuniti riservandosi di pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione nelle prossime ore. (e.b.)