L’indagine, che ha coinvolto anche le Procure di Roma, Napoli, Padova, Massa, Avellino, Taranto, Livorno, Pordenone, Bassano del Grappa, si e’ avvalsa dell’indispensabile collaborazione delle autorità fiscali e di polizia estere (Portogallo – Germania – Austria – Slovenia), per seguire il vorticoso spostamento delle merci tra operatori nazionali e 13 società comunitarie. La società riconducibile ad un giovane esperto del settore, un 40enne napoletano, programmatore informatico, che aveva lavorato diversi anni presso un esercizio di telefonia, nel periodo 2003-2007 e’ stata una maglia della catena di frode che ha utilizzato complessivamente 53 società e centri logistici in varie città d’Italia e d’Europa, che hanno movimentato tra loro merce mediante l’emissione di false fatture in acquisto e vendita.
La società era l’ultimo tassello del giro criminoso. Questa ditta provvedeva a vendere le merci agli acquirenti finali, soprattutto la grande distribuzione, operanti sia sul mercato toscano che dell’Italia centro-settentrionale.
Priva di una struttura commerciale e logistica (la società disponeva soltanto di un piccolo capannone ed impiegava un unico dipendente), nel giro di pochi anni, pur commercializzando (cartolarmente) ingenti quantità di telefonini e televisori, ha conseguito minimi margini di guadagno. Attraverso l’azienda, sono transitate solamente le fatture, mentre la merce rimaneva nei depositi di società logistiche che si trovavano nei pressi dei confini statali (Austria – Slovenia). Ultimato il giro cartolare tra le varie ditte “cartiere”, telefonini e televisori transitavano dalla società ad un prezzo inferiore a quello iniziale, grazie all’evasione dell’Iva e, per questo, molto appetibili per i venditori finali: si arrivava, infatti, a ribassi del 10% – 15% dei normali prezzi di costo. La società fiorentina, che tutt’ora si presenta su internet coma una “giovane e dinamica azienda seria, trasparente ed efficiente” sarebbe titolare anche di certificazione di qualità ISO 90001. Nel corso dei 5 anni di attività, l’associazione criminale, per il tramite della società, ha complessivamente movimentato merce per oltre 390 milioni di euro, con un’evasione di Iva che complessivamente e’ stata quantificata in circa 150 milioni di euro. Per il responsabile il compenso annuo e’ indicativamente quantificabile in circa 60/80 mila euro.
Al termine dell’indagine sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 46 persone (44 italiani residenti in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Puglia, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Liguria, Sicilia – un tedesco ed un marocchino) per associazione a delinquere, truffa nei confronti dello Stato, emissioni di fatture false, presentazione di dichiarazioni fraudolente; individuate 54 imprese ubicate sia in Italia (Toscana – Emilia Romagna – Piemonte – Lombardia – Veneto – Lazio – Campania – Puglia – Abruzzo – Trentino Alto Adige) sia in Europa (Spagna – Inghilterra – Germania – Ungheria – Austria – Portogallo – Olanda), inserite nel circuito illegale.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
