Mastella ad Avellino: “Alle amministrative l’Udeur ci sarà”

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‘A’ come Avellino. Prima lettera dell’alfabeto, punto di partenza per chi impara a leggere e a scrivere, buon auspicio per chi vuol ritornare ad essere tra i ‘primi della classe’. L’Udeur irpino in festa per il ritorno del suo leader, Clemente Mastella e per il rilancio di un partito che c’è e ci sarà. Un incontro tra amici quello al Samantha Della Porta, che ha visto l’ex Guardasigilli circondato dal sostegno di quanti ancora credono nel progetto del Campanile. Al tavolo dei partecipanti: Nicola Micera, Giovanni Colucci, Stefano Sorvino, Pasquale Bossone, Gianfranco Iacobelli, Rocco Manzo e Antonio Fantini. In sala molti amministratori locali. Passaggi brevi e diretti quelli degli intervenuti che hanno voluto confermare all’ex Ministro la volontà di scrivere ancora una storia partitica mai rinnegata. Un giro di riflessioni aperto da Nicola Micera, assessore comunale di Avellino. “Siamo in ripresa e siamo il segnale che l’Udeur c’è. Il partito vuole lavorare e la nostra forza sarà la gente. E poi sono convinto di una cosa: è nei piccoli partiti che si manifesta la vera democrazia. La nostra è una realtà che vuole uomini veri e che cerca di contrastare la deriva oligarchica dei grandi. Alle prossime competizioni provinciali e comunali ancora una volta saremo determinanti”. Tra i girotondi di interventi, quello di Giovanni Colucci, vicepresidente della Provincia è ruotato intorno ad un punto: l’impegno del partito rispetto alle esigenze di Palazzo Caracciolo. “Il gruppo dell’Udeur non si è mai tirato indietro in nessun caso ed ha sempre lavorato con lealtà. La nostra attività è certosina e guarda con attenzione agli eventi di questa provincia seguendone il passo”. Osservazioni dal retrogusto politico sono partite da Gianfranco Iacobelli e da Stefano Sorvino. “A noi non interessano le percentuali – ha spiegato Iacobelli – ma tornare ad occupare un posto di rilievo. Basta con il gioco dell’oca in politica. Con Mastella l’Udeur deve superare il momento di difficoltà”. Non una critica quella di Sorvino, ma una constatazione: “Il non partecipare alle scorse Politiche ci ha depauperizzati. Le crisi in Provincia e al Comune ci hanno mostrato quanto il nostro partito sia decisivo e coerente con gli impegni presi nel 2004. Dobbiamo riscattarci”. Forza e coraggio il diktat del consigliere provinciale Bossone che, metaforicamente parlando, ha adottato la figura di un partito ammalato ma pronto ad essere rianimato da chi crede nel progetto. Scroscianti applausi hanno accompagnato le discussioni e l’analisi condotta dall’ex Ministro della Giustizia. “Il tentativo mediatico di porre la parola fine all’esistenza del partito è quasi riuscito. Qualcuno ha voluto farmi inciampare e sono caduto sul Governo. Ma era tutto premeditato in funzione dell’imminente cambio politico. Il risultato è evidente. Si è cercato di realizzare un bipartitismo che è fallito. Ad aprile abbiamo preso parte ad un ‘voto drogato’. Siamo stati gli artefici delle scelte di Berlusconi. Il Cavaliere vuole portare al Sud un esercito di volontari per liberarci dai rifiuti. Ma perché non ci salva da quelli tossici? O meglio… perché non ci libera da chi li porta questi rifiuti? Il mezzogiorno per il Nord è diventato ingombrante e l’unico mezzo per eliminarlo è fare piazza pulita della classe dirigente. Per mesi interi le prime pagine dei giornali sono state zeppe di attacchi all’apparato politico regionale accusato di non saper gestire la questione. Un caso su tutti: è di pochi giorni la notizia di una clinica degli orrori che al Nord ha portato morte e disperazione. Perché in quel caso la politica non è stata bersagliata?”. Parole che hanno poi spostato l’attenzione sul tema dell’incontro: cosa fare in futuro. “Dobbiamo adottare una condotta che sia pragmatica, culturale e politica e che ci radicalizzi sul territorio mettendo su un piatto d’argento la questione meridionale. Alle scorse Politiche non siamo stati sconfitti. Non ci hanno permesso di giocare. È stato uno scontro impari. Pd contro PdL più Lega. Alle provinciali e alle comunali ci sarà la vera sfida perché il Popolo delle Libertà non avrà la Lega al suo fianco. L’apocalisse ha colpito tutti, ma noi possiamo convivere in uno spazio che ancora ci appartiene. Sbaglia chi vuole mettere il centro in una posizione di isolamento e sbaglia chi affida troppa fiducia al Pd. Purtroppo Veltroni ha compiuto un passo falso: chiedere le dimissioni di Bassolino durante la campagna elettorale. Adesso paradossalmente Berlusconi rivaluta il Governatore della Campania sottraendo al Sud la sua titolarità”. Una vera e propria lezione di politica macchiata da un solo neo. Alla domanda: cosa vuol dire agli assenti? Mastella ha prima ironizzato: “Non vedo assenti”, poi stizzito ha glissato, (probabile il riferimento a Pasquale Giuditta), con un secco ‘no comment’. (di Marianna Marrazzo)

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