Markovski: “Williams? Per me è come avere un giocatore infortunato”

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La sconfitta proprio non è andata giù a Zare Markovski, coach della Scandone. Benchè si tratti di una semplice amichevole, per quanto ‘di lusso’, il macedone forse si aspettava risposte più significative dagli elementi di spicco del team e in particolar modo da uno su tutti, ovvero Eric Williams. Il centrone proveniente da Wake Forest è obiettivamente ancora lontano dalla forma fisica richiesta per giocare a certi livelli e contro il Panionios si è visto. I greci hanno fatto di tutto, specialmente negli ultimi venti minuti, per far pesare la presenza di Eric sul campo, attaccandolo in continuazione con pick and roll per vie centrali sui quali lui era puntualmente in ritardo. “Williams? Avete visto tutti in che condizione è – ha commentato Markovski io il suo sovrappeso lo considero un vero e proprio infortunio, che pregiudica indubbiamente il suo rendimento e quello della squadra”. Ovviamente, il valore tecnico di un cestista del genere non può e non deve essere messo assolutamente in discussione, come sa bene lo stesso Zare: “Tutti noi ricordiamo il Williams dominante ammirato lo scorso anno, spero di avere quel Williams presto con noi, perchè è lui il nostro centro titolare. Ad esempio, Tusek da 5 si è comportato molto bene sia in attacco che in difesa, ma io come centro ho Williams e voglio da lui il massimo”. Tusek è stato, insieme a Porta, il migliore dei suoi: l’ex Pesaro ha mostrato leadership e carisma, rubando applausi e mettendo in campo impegno e concentrazione. Ma coach Markovski è contento anche di quello che ha fatto ammirare Dickau: “Senza dubbio la sua miglior partita da quando è con noi – ha detto – certo, non è uno specialista difensivo e lo sapevamo, ma sta migliorando anche lì nelle letture. Sono soddisfatto dei suoi progressi. In attacco, invece, è un cestista che non si discute assolutamente”. Ovviamente le colpe della sconfitta non possono ricadere tutte su Williams (e va detto che quando quest’ultimo è stato coinvolto in attacco, malgrado le difficoltà fisiche, ha fatto 4/5 da 2 spostando e scherzando letteralmente uno come Baxter e poi sui possessi immediatamente successivi ha anche difeso) e questo il coach lo sa bene. Per quanto molto arrabiato con i suoi – specialmente con “Big Dog”, come testimoniano gli infuocati timeout – Markovski conosce i limiti ai quali questo tipo di preparazione ha esposto la squadra: “Abbiamo giocato una partita a metà – ha dichiarato – nel primo tempo ho visto una Scandone che mi è piaciuta molto, ordinata, propositiva e ben amalgamata. Poi nel secondo tempo siamo crollati, perdendo 20 palloni e consentendo agli avversari qualcosa come 15 attacchi in più. Qui si esula dalla pallacanestro, diventa matematica: una squadra, anche giocando malissimo, con tutti questi attacchi in più vince per forza. Questo anche perchè non possiamo permetterci un centro che rimane con i piedi inchiodati al suolo a rimbalzo o che arriva in ritardo su palloni vaganti che sarebbero i suoi. Ma non arrabiamoci troppo con Eric: lui rimane un cestista formidabile dall’impressionante rendimento offensivo e che anche in difesa può alterare gli equilibri e spero di averlo il prima possibile al top”. Anche Slay non ha convinto: “E’ vero – ammette Markovski – gli esterni sono stati troppo preoccupati di voler eseguire i giochi, ma oltre ai giochi io voglio vedere letture e capacità di adattamento. Le scelte di tiro sono state in alcuni casi discutibili, inoltre siamo arrivati troppe volte allo scadere dei 24′ senza aver ancora preso una decisione, e questo non va assolutamente bene”.
Ora altri 10 giorni abbondanti di preparazione severa, questa volta più orientata al gioco e al perfezionamento dei movimenti in attacco e in difesa, sperando che il fratello grasso di Williams lasci presto il posto all’animale da pallacanestro ammirato lo scorso anno. Eric è un patrimonio della società, un giocatore importante e senza ombra di dubbio tra i primi 3 centri del campionato e tra i primi 10 in Eurolega. In Italia, forse, come lui non c’è nessuno. Per questo va aspettato, tutelato e soprattutto emotivamente e tatticamente coinvolto nel nuovo progetto Scandone. Williams la scorsa stagione ha dimostrato di poter diventare inarrestabile quando si sentiva protagonista, trasformandosi anche in un ‘muro’ difensivo. Tutto questo però sarà possibile se il cestista ci metterà il suo, raggiungendo in tempi brevi una condizione quantomeno accettabile. (giu.mat)

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